p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2025

Domenica 29 Giugno 2025 - SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI - SOLENNITร€ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Mt 16,13-19

Data:

- Pubblicitร  -

Cogliere chi รจ Gesรน per noi รจ beatitudine. Non tanto perchรฉ possiamo in tal modo definire la sua identitร . Lungo la storia il bisogno di definire lโ€™identitร  di Gesรน รจ stato motivo di continue contese, di eresie di ogni tipo, di guerre, di divisioni religiose.

Cogliere chi รจ Gesรน non ha uno scopo di perfezione teologica รจ invece finalizzato a vivere la beatitudine: โ€œBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchรฉ nรฉ carne nรฉ sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieliโ€. 

Cogliere lโ€™identitร  di Gesรน significa cogliere la nostra, riuscire a vedere il vero volto della nostra umanitร  nellโ€™essere discepoli e compagni di viaggio di Gesรน Cristo nellโ€™annuncio della buona notizia. Ancora: cogliere la nostra identitร  grazie allโ€™identitร  di Gesรน, Figlio di Dio, ci riporta al centro della nostra chiamata ad essere figli dello stesso Padre. Non รจ una questione tanto o solo intellettuale, questa รจ una questione soprattutto legata al dono dello Spirito Santo che grida dentro di noi Abbร  Padre e che ci fa comprendere tutto quanto il Cristo ci ha comunicato.

Lo Spirito non dice nulla di nuovo rispetto a Cristo, ce lo fa comprendere grazie al suo dono dโ€™amore che ci fa appassionare alla vita del maestro. รˆ dunque in questa beatitudine che si rivela il desiderio fondamentale dellโ€™amore principio della nostra identitร . Per questo possiamo dire con certezza che il nostro essere cristiani non รจ nรฉ una ideologia, nรฉ una dottrina, nรฉ una morale, ma il nostro rapporto con Gesรน, il mio Signore che amo come Lui mi ama.

Per questo e grazie a questo, posso dire con Paolo: Non sono piรน io che vivo ma รจ Cristo che vive in me. Ciรฒ che differenzia le scelte della nostra vita รจ dunque, o lo specchiarsi nel pane che il Cristo ha moltiplicato nel brano precedente, che assicura una sazietร  parziale e momentanea, oppure specchiarsi nel Cristo pane vivo disceso dal cielo, coscienti del fatto che chi mangia di Lui non morirร  in eterno, ma avrร  la vita del Pane.

- Pubblicitร  -

Dunque, Pietro รจ beato perchรฉ in Gesรน si รจ rispecchiato perchรฉ ha accolto la rivelazione del Cristo. Non stupiamoci delle ritrosie di Pietro di fronte alla croce, contempliamo la sua accoglienza dellโ€™identitร  del Figlio. Pietro beato diventa pietra della Chiesa non per una funzione ideologica o di migliore gestione dellโ€™unitร  della chiesa stessa, Pietro accogliendo lโ€™identitร  del Figlio, diventa pietra segno della chiamata di ogni cristiano a essere beato e dunque pietra perchรฉ accogliente lโ€™identitร  di Gesรน.

Beatitudine รจ dunque gridare con la nostra vita: Tu sei il Cristo il figlio del Dio vivente! Per evitare qualsiasi trionfalismo, Pietro riceve lโ€™ordine, subito dopo la sua professione di fede, di tacere. Beatitudine non ha nulla a che vedere con il lievito dei farisei che รจ condito di successo e di potere. Beati semplicemente perchรฉ mangiando il corpo del Cristo, noi diventiamo Lui e bevendo il suo sangue ci dissetiamo di lui acqua viva, della quale chi beve non avrร  piรน sete.

Solo la libertร  dal lievito dei farisei e dei sadducei ci rende liberi di riscoprire la nostra vera umanitร , la nostra vera identitร . Ne consegue che solo cosรฌ noi possiamo relazionarci in modo vero con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo. Questa รจ la nostra fede che รจ vita in relazione con la nostra beneamata Trinitร . Solo questa fede puรฒ essere beatitudine per la comunitร  cristiana, perchรจ solo questa fede รจ rivelazione del Padre. Solo cosรฌ la chiesa diventa pietra fondante su cui il Signore edifica la sua Chiesa. In fondo una dimensione fondante della nostra fede รจ lasciare mettere in questione il Signore Gesรน e lasciarci mettere in questione da Lui a partire dal suo volto e a partire dalla nostra accoglienza della relazione con Lui. Questo altro non รจ che la nostra chiamata a compiere lโ€™attraversata, abbandonare la riva delle nostre certezze panificanti andando con Lui verso la riva del pane vivo disceso dal cielo, quello che si รจ fatto morte per noi per ridonarci la vita con la sua risurrezione.

La pagina di oggi va accolta camminando piano e sotto la superficie delle parole, provando a scendere in profonditร  nei solchi aperti dalle domande. Senza fermarci, perchรฉ quanto descritto non รจ sterile interrogazione di un Messia curioso ma coraggiosa traccia, itinerario, traiettoria possibile per ogni discepolo.

โ€œLa gente chi dice che sia il Figlio dellโ€™uomo?โ€

- Pubblicitร  -

Perchรฉ รจ normale che la nostra fede, quando muove i primi passi, si appoggi al credo di gente che abbiamo amato. Non รจ vero che non importa, donava sicurezza sapere che persone amate, stimate, di fiducia avessero scelto il Vangelo come orizzonte di senso. Rassicurava e spesso bastava. Ci si sentiva piccoli di fronte alle domande e non certo allโ€™altezza di mettere in dubbio quello che altri piรน saggi di noi, credevano

Risposero โ€œAlcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profetiโ€

I discepoli hanno ottime frequentazioni, non cโ€™รจ dubbio. Oppure censurano bene e riportano il meglio del repertorio. Forse imparare la fede รจ anche prima di tutto selezionare i testimoni, scegliere quelli che sembrano piรน affidabili. Eppure le risposte degli altri non possono bastare. Sono risposte giร  concluse, di vite giร  arrivate a compimento. Gesรน ama le domande. E nellโ€™itinerario di fede รจ proprio la domanda che aiuta a procedere.

โ€œMa voi, chi dite che io sia?โ€

Questa รจ la domanda radicale per il discepolo, questa รจ lo spartiacque tra una fede bambina e una fede adulta. E certo, qui si rischia anche di annegare. Ma non esiste itinerario di fede senza rischio di smarrimento.

Quando arriviamo a sentire che il rapporto con lโ€™Infinito si fa serio, quando arriviamo a sentirci interpellati, quando sentiamo che non possiamo piรน fingere: cโ€™รจ quel โ€œmaโ€ che รจ una spada, una provocazione, una rottura.

โ€œMaโ€ io cosa dico di te? Non solo con le parole, non tanto con le parole, cosa dico di chi nomino ogni giorno? โ€œMaโ€ sei ancora tu il filo rosso che lega i miei tentativi di vita buona?

Perchรฉ รจ tutto qui, in quel โ€œmaโ€. Segna poi anche una distanza tra me e qualsiasi altra interpretazione di Lui. Io in quel โ€œmaโ€ ci trovo davvero โ€œmeโ€, ci trovo tutti i tentativi di ogni persona che prova a rispondere in modo personale allโ€™appello di Dio nella sua di storia. Senza la paura del dubbio e delle domande. Una fede adulta.

โ€œTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ€.

Pietro non รจ che indovina lโ€™unica risposta possibile รจ che non sbaglia il finale, che รจ perfetto, perchรฉ รจ aperto. โ€œViventeโ€, la sua risposta non chiude ma riconsegna alla vita.

Se dico che la risposta รจ โ€œviventeโ€ non sto fissando il volto di Dio ma sto dicendo che finchรฉ cโ€™รจ vita ci sarร  sempre una crescita, un cammino, un tradimento, un ripensamento, un perdono, ci saranno cambiamenti. Cristo รจ il Figlio del Dio che vive e cresce dentro i nostri cambiamenti. La vita รจ qualcosa che non si puรฒ mai fermare, fissare. Il Dio che sceglie di allearsi alla vita รจ un volto in costante mutazione.

Gesรน dice che รจ il Padre che รจ nei cieli ad aver rivelato questo sguardo a Pietro, non il sangue, non la carne, non la semplice riproposizione dellโ€™esistente ma una grandissima capacitร  di mettersi in ascolto e di sentirsi come parte della rivelazione del mistero della vita. Pietro fa esperienza di mettersi in ascolto di questo Dio che chiede vita per potersi manifestare.

Quando crediamo, quando ci lasciamo attraversare dalla vita, noi diventiamo rivelazione dellโ€™Amore. Come se riuscissimo a strappare il velo dellโ€™abitudine che ci fa ragionare solo per nessi tra cause ed effetti. Siamo esseri rivelatori quando permettiamo al Cielo di raccontarsi qui, sulla terra. Come quando una nuvola sussurra dal cuore di una pietra. Pietro, appunto.

Unico primato dellโ€™uomo รจ quello di essere rivelatore che non si adagia attorno a facili risposte ma osa mostrare la gratuitร  dellโ€™Amore dentro lo scorrere degli eventi. Figlio dellโ€™uomo che ama รจ il volto di Dio, figlio del Dio vivente nelle storie misere e splendide degli uomini. Figlia del cielo questa terra che diventa riflesso dellโ€™infinito.

Ma adesso basta, รจ meglio far silenzio. Ci si รจ esposti troppo. Si rischia lo smarrimento come quello di quando Pietro pensa ad alta voce che lโ€™amore sia qualcosa di tenero e gioioso.

Ma lโ€™amore ha la forma della croce che tiene insieme terra e cielo, uomo e Dio. Non smetteremo mai di impararlo.

Fonte
SITO WEB | CANALE YOUTUBE | FACEBOOK | INSTAGRAM

Altri Articoli
Related

La Parola in centoparole – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Erode non uccide Giovanni per convinzione, ma per debolezza....

Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Erode ha avuto la possibilitรก di salvarsi ma poi...

p. Luca Arzenton – Commento al Vangelo di oggi, 6 Febbraio 2026

APRI LA BOCCA E TESTIMONIA GESร™! (Mc 6,14-29) https://youtu.be/dnlSQHuhSxo Giovanni Battista...

Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Anche Erode ha una coscienza! Anche dentro di lui...