Riconoscere gli altri non da ciò che dicono ma da ciò che fanno. È una massima che oggi andrebbe bene soprattutto per i politici e gli amministratori. Ma in effetti tocca ognuno di noi. Gesù è molto pratico. A Lui non piacciono i giri di parole. Lo aveva detto ai suoi discepoli anche riguardo al modo di pregare: non siate come i pagani che pensano di convincere i loro dei a forza di parole!
Così l’essenziale per Gesù è portare frutto buono. Che cosa è il frutto? È segno di fecondità, di vita.
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Allora chi porta frutto nella vita è uno che si impegna non con le parole ma con i fatti lì dove vive, in famiglia, in parrocchia, nel suo lavoro, in politica, nel volontariato, ecc.
Ciò ci distingue dai falsi profeti che dicono e non fanno. Un vero profeta allora è uno che concretizza l’amore. Perché così rivela Dio, lo addita, lo rende visibile e presente.
Oggi siamo circondati da falsi profeti ovunque, nella Chiesa come nella società. Bisogna vedere se tra questi ci siamo anche noi. Diciamo e non facciamo. Non portiamo frutto o se lo portiamo, non è buono. È da buttare. Inutile. Come la nostra vita.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
