Come sappiamo, anche il capitolo sette di Matteo contiene gli insegnamenti che Gesรน rivolge ai discepoli. All’epoca del Nazareno l’attesa del Messia costituiva la speranza di piรน viva. Non sono mai mancate figure importanti (pensiamo ai profeti) nรฉ coloro che si accreditavano di titoli del tutto falsi.
La giovane Chiesa, orfana del Risorto ma ricca dello Spirito Santo, guarderร anche a questo testo per misurare chi รจ veramente cristiano, cioรจ seguace e praticante l’insegnamento dell’Emmanuele, in contesti storici dove altri si presenteranno con dottrine diverse: pensiamo alle eresie. L’Emmanuele traccia un percorso che vuole aiutare i discepoli e la Chiesa a discernere con attenzione quando altri porteranno zizzania tra i cristiani.
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Le parole del Signore mettono, inoltre, in evidenza l’importanza della Parola meditata ieri. Infatti la pericope di oggi del vangelo di Matteo esalta la lettura di ieri tratta dal vangelo di Luca sulla figura di Giovanni Battista. Le parole del Galileo riportate da Matteo rimandano a quelle di Giovanni in Mt 3, 8–10: โFate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: ยซAbbiamo Abramo per padre!ยป. Perchรฉ io vi dico che da queste pietre Dio puรฒ suscitare figli ad Abramo. Giร la scure รจ posta alla radice degli alberi; perciรฒ ogni albero che non dร buon frutto viene tagliato e gettato nel fuocoโ.Il
Battista รจ credibile perchรฉ ha vissuto quanto predicava alle folle. ร morรฌ martire per la fede. Gesรน di Nazaret รจ fedele al compito assegnato dal Padre e vive la sua obbedienza predicando e accettando la croce. Entrambi portano frutti preziosi, riconosciuti dal Padre e dai seguaci che entrambi ebbero in vita. Gli stessi che manterranno la comunitร di fedeli che si espanderร in modi inaspettati. Un frutto che ha ormai duemila anni di vita.
Per riflettere
La fede vissuta ogni giorno รจ il frutto dell’albero che รจ la Chiesa alla quale portiamo servizio. Le nostre opere rivelano in chi crediamo. Sono frutti che manifestano con gioia in chi riponiamo la nostra speranza.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
