p. Fernando Armellini – Commento al Vangelo del 29 Giugno 2025

Domenica 29 Giugno 2025 - SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI - SOLENNITร€ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Mt 16,13-19

Data:

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Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 29 giugno 2025.
Se sei interessato a tutti i sui commenti al Vangelo, puoi leggerli qui.

Per itinerari diversi, giunsero alla stessa meta

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Con una frase a noi ben nota โ€“ โ€œAvevano un cuore solo e unโ€™anima solaโ€ โ€“ Luca sintetizza il pieno accordo esistente nella comunitร  primitiva (At 4,32).

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Eppure, nella storia della Chiesa, raramente si sono registrati tensioni e contrasti tanto forti come quelli verificatisi nei primi decenni. I cristiani di origine giudaica โ€“ custodi gelosi delle consuetudini religiose del loro popolo โ€“ esigevano che si continuasse ad osservare le prescrizioni della legge, come segno di fedeltร  a Dio.

Gli spiriti piรน aperti invece avevano preso coscienza che โ€œle tradizioni degli antichiโ€ avevano adempiuto il loro compito (portare a Cristo). Continuare a imporle costituiva un serio ostacolo per i pagani che desideravano aderire al vangelo.

Pietro โ€“ un conservatore, per lโ€™educazione ricevuta, anche se non fanatico โ€“ cercรฒ di mediare fra le due anime della comunitร , ma scontentรฒ un poโ€™ tutti.

Paolo โ€“ lui sรฌ un tradizionalista fanatico โ€“ era partito dalle posizioni piรน rigide della religione giudaica, poi era giunto a una rottura radicale con il passato, al punto da divenire intollerante con chi โ€“ come Pietro โ€“ non aveva il coraggio di fare scelte radicali. Un giorno, ad Antiochia di Siria, lo insultรฒ pubblicamente dandogli dellโ€™ipocrita (Gal 1,11-14).

In seguito, i rapporti fra i due apostoli furono ristabiliti e in una sua lettera Pietro chiama Paolo โ€œnostro fratello carissimoโ€ (2 Pt 3,15).

Insieme hanno dato la vita per Cristo e insieme oggi li festeggiamo.

Per cammini diversi โ€“ e molto lentamente โ€“ sono giunti a riconoscere in Gesรน il messia di Dio.

Pietro ha incontrato per la prima volta colui che doveva divenire il suo Maestro lungo il lago di Galilea. Allโ€™inizio lo identificรฒ come il carpentiere venuto da Nazaret; poi si rese conto che era un grande profeta; in seguito, a Cesarea di Filippo, scoprรฌ finalmente la sua vera identitร . Dichiarรฒ: โ€œTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ€ (Mc 8,27).

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Professรฒ una formula di fede perfetta. Tuttavia, credere in Cristo non significa aderire a un pacchetto di veritร , ma condividere le scelte di vita che egli propone. I sogni che coltivava Pietro non erano quelli del Signore: โ€œTu non pensi secondo Dio โ€“ gli disse Gesรน โ€“ ma secondo gli uominiโ€ (Mc 8,33).

Solo alla luce della Pasqua cominciรฒ a capire e, timidamente, giunse a confessare la sua fragile fede: โ€œSignore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio beneโ€ (Gv 21,17).

Paolo ha percorso un cammino diverso. Ha considerato Gesรน prima come un avversario da combattere, un demolitore delle speranze messianiche dโ€™Israele, un bestemmiatore che predicava un Dio diverso da quello dalle guide spirituali del suo popolo.

Lo aveva conosciuto โ€œsecondo la carneโ€ (2 Cor 5,16), secondo i criteri religiosi, politici e sociali di questo mondo. In base a questi parametri, non poteva che giudicarlo un malfattore, un sovvertitore dellโ€™ordine stabilito, un eretico.

Sulla via di Damasco ricevette la luce dallโ€™alto e comprese: Gesรน, il crocefisso, รจ il Messia di Dio. Da quel momento tutto ciรฒ che per lui costituiva un prezioso tesoro, si trasformรฒ in spazzatura (Fil 3,7-8).

Se la nostra esperienza di fede รจ meno sofferta di quella dei due apostoli che oggi festeggiamo, forse non รจ altrettanto autentica.

Per interiorizzare il messaggio, oggi ripeteremo:
Le vie sono diverse, ma tutte conducono al Signore.

Vangeloย Mt 16,13-19

13ย Essendo giunto Gesรน nella regione di Cesarรจa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: โ€œLa gente chi dice che sia il Figlio dellโ€™uomo?โ€.
14ย Risposero: โ€œAlcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profetiโ€.ย 15ย Disse loro: โ€œVoi chi dite che io sia?โ€.
16ย Rispose Simon Pietro: โ€œTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ€.
17ย E Gesรน: โ€œBeato te, Simone figlio di Giona, perchรฉ nรฉ la carne nรฉ il sangue te lโ€™hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.ย 18ย E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.ย 19ย A te darรฒ le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciรฒ che legherai sulla terra sarร  legato nei cieli, e tutto ciรฒ che scioglierai sulla terra sarร  sciolto nei cieliโ€.

A Filippo โ€“ uno dei figli prediletti โ€“ Erode il grande, pochi giorni prima di morire, aveva assegnato la parte nord del suo regno, quella terra di Bashร n โ€“ lโ€™attuale Golan โ€“ che nella Bibbia รจ celebrata per la fertilitร  del suolo, i pascoli rigogliosi, la feconditร  dei greggi e degli armenti. Nel punto piรน incantevole di questa regione, lร  dove, fresche e abbondanti, scaturiscono le acque del fiume Giordano e dalla pianura, irrigata da innumerevoli ruscelli, sale il profumo di una vegetazione lussureggiante, Filippo aveva edificato la sua capitale che, in onore del potente di turno, lโ€™imperatore Tiberio, aveva chiamato Cesarea.

Prima la localitร  si chiamava Panias perchรฉ si riteneva che, in questo angolo di paradiso, Pan e le Ninfe avessero stabilito la loro dimora.

รˆ in questa deliziosa cornice che lโ€™evangelista colloca le due domande che Gesรน rivolge ai suoi discepoli: โ€œChi รจ per la gente il figlio dellโ€™uomo?โ€; โ€œE voi chi dite che io sia?โ€.

Il contesto geografico in cui lโ€™episodio รจ ambientato conferisce ai due quesiti una carica particolare.

I discepoli sono affascinati dal paesaggio, dalla vita agiata degli abitanti della regione e dalla magnificenza dei due palazzi del tetrarca.

รˆ di fronte a questo spettacolo che Gesรน vuole che prendano coscienza della scelta che si impone a chi lo vuole seguire.

Cosa si aspetta da lui la gente e, soprattutto, cosa si aspettano loro, i discepoli?

Pan e le Ninfe mostrano di saper colmare di beni della terra i loro devoti; Gesรน cosโ€™รจ in grado di offrire? Ai suoi amici Filippo elargisce ricchezza, posizioni di prestigio e di potere, li fa partecipi delle gioie della sfarzosa vita di corte. Gesรน assicura qualcosa di meglio?

Cosa si dice in giro sul suo conto?

La risposta a questo primo quesito รจ semplice: la gente lo accosta a personaggi eminenti, al Battista, a Elia, a Geremia, agli antichi profeti (vv. 13-14).

 รˆ innegabile lโ€™ammirazione degli uomini di tutti i tempi per Gesรน, eppure la stima e la venerazione per lui non sono sufficienti per essere considerati suoi discepoli.

A lui non basta essere ritenuto la personificazione di valori eccellenti, perseguiti in genere da tutte le persone di buona volontร ; non vuole essere considerato uno dei tanti che si sono distinti per lโ€™onestร  e la lealtร , per lโ€™amore ai poveri, per lโ€™impegno profuso in favore della giustizia, della pace, della non violenza.

Vuole sapere cosa pensano di lui i discepoli: โ€œChi sono io per voi?โ€.

A nome anche degli altri, Pietro risponde: โ€œTu sei il Cristoโ€, il messia, il salvatore annunciato dai profeti e atteso dal nostro popolo (v. 16).

La professione di fede che ha pronunciato รจ perfetta, ma si รจ reso conto di ciรฒ che implica?

Il seguito del racconto (non riportato nel brano evangelico odierno), mostra chiaramente che Pietro, in realtร , non ha capito nulla del Cristo. Pensa ancora al messia che โ€“ piรน del dio Pan โ€“ sarร  in grado di favorire il benessere terreno; ritiene che, ai suoi seguaci, egli conferirร  gloria e potere โ€“ come fa il divo Augusto, in cui onore Erode il grande ha edificato uno splendido tempio sulla sorgente del Giordano.

Nella seconda parte del brano (vv. 17-20) lโ€™evangelista riferisce la risposta di Gesรน a Simone: โ€œTu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia chiesaโ€ฆโ€.

Lโ€™interpretazione di questa dichiarazione del Maestro non รจ semplice. Per quale ragione e in che senso Simone รจ chiamato โ€œpietraโ€ su cui viene edificata la chiesa? Una semplice affermazione del primato del papa? No, molto di piรน.

Cominciamo a fare due osservazione che ci aiutano a capire meglio questo importante testo.

 Anzitutto notiamo che della โ€œrocciaโ€ posta a fondamento della chiesa si parla altre volte nel NT e questa โ€œrocciaโ€, solida, inamovibile, รจ sempre e solo Cristo.

โ€œNessuno โ€“ dichiara Paolo โ€“ puรฒ porre un fondamento diverso da quello che giร  vi si trova, che รจ Gesรน Cristoโ€ (1 Cor 3,11).

Ai cristiani delle comunitร  dellโ€™Asia Minore ricorda cosรฌ la loro gloriosa condizione: โ€œVoi non siete piรน stranieri nรฉ ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesรน. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signoreโ€ (Ef 2,19-21).

Piรน esplicito ancora รจ Pietro che, nella sua prima lettera, invita i neo-battezzati a non staccarsi mai da Cristo, perchรฉ egli รจ la โ€œpietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dioโ€. Poi sviluppa lโ€™immagine e, rivolto ai cristiani, dice: โ€œAnche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spiritualeโ€, uniti come siete alla โ€œpietra angolare, scelta, preziosaโ€ collocata da Dio, nel giorno di Pasqua, come base di tutta la costruzione (1 Pt 2,4-6).

La seconda osservazione รจ che il nome dato a Simone โ€“ Cefa-Pietro โ€“ in aramaico (la lingua parlata da Gesรน) non significa roccia, ma semplicemente pietra da costruzione.

La pietra di cui parla Gesรน รจ la fede professata da Pietro.

รˆ questa fede che costituisce il fondamento della chiesa, che la mantiene unita a Cristo-roccia, che la rende incrollabile e le permette di non essere mai sopraffatta dalle forze del male. Tutti coloro che, come Pietro e con Pietro, professano questa fede, vengono inseriti, come pietre vive, nellโ€™edificio spirituale progettato da Dio.

Lโ€™espressione le porte dellโ€™inferno non va materializzata. Queste porte rappresentano il potere del male, indicano tutto ciรฒ che si oppone alla vita e al bene dellโ€™uomo. Nulla mai โ€“ assicura Gesรน โ€“ potrร  impedire alla chiesa di portare a compimento la sua opera di salvezza, a condizione che rimanga strettamente unita a lui, il figlio del Dio vivente.

Pietro riceve anche le chiavi e il potere di legare e di sciogliere.

Sono due immagini impiegate spesso dai rabbini.

Consegnare le chiavi equivale ad affidare lโ€™incarico di gestire la vita che si svolge allโ€™interno di un palazzo; significa concedere il potere di introdurre in casa o di negare lโ€™accesso.

I rabbini erano convinti di possedere โ€œle chiavi della Torรกhโ€ perchรฉ conoscevano le sacre Scritture; ritenevano che tutti dovevano dipendere dalle loro decisioni dottrinali, dai loro giudizi; si arrogavano il diritto di discriminare fra giusti e ingiusti, fra santi e peccatori.

Gesรน riprende questa immagine nella sua dura requisitoria contro gli scribi: โ€œGuai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare lโ€™avete impeditoโ€ (Lc 11,52). Invece di aprire la porta della salvezza, essi la sbarravano, non rivelando al popolo il vero volto di Dio e la sua volontร .

A costoro Gesรน ha sottratto la chiave di cui si erano abusivamente appropriati; ora รจ soltanto sua.

Riprendendo la profezia di Isaia su Eliakรฌm (Is 22,22), il veggente dellโ€™Apocalisse dichiara che รจ Cristo, e nessun altro, โ€œcolui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apreโ€ (Ap 3,7).

Lโ€™edificio spirituale cui Gesรน fa riferimento รจ โ€œil regno dei cieliโ€, la condizione nuova in cui entra chi diviene suo discepolo e la chiave che permette di entrare รจ la fede professata da Pietro.

Consegnando le chiavi a Pietro, Gesรน non lo incarica di fare il portinaio del paradiso, nรฉ, tanto meno, di โ€œfarla da padroneโ€ sulle persone a lui affidate, ma gli ingiunge di โ€œdivenire modello del greggeโ€ (1 Pt 5,3), gli affida il compito di spalancare a tutti lโ€™ingresso alla conoscenza di Cristo e del suo vangelo. Chi passa attraverso la porta aperta da Pietro con la sua professione di fede (รจ questa la โ€œporta santaโ€) accede alla salvezza; chi si rifiuta rimane escluso.

Lโ€™immagine del legare e sciogliere si riferisce alle decisioni riguardanti le scelte morali. Legare significava proibire, sciogliere era a dichiarare lecito. Indicava anche il potere di pronunciare giudizi di approvazione o di condanna del comportamento delle persone e quindi di ammetterle o di escluderle dalla comunitร .

Dal brano evangelico di oggi, come da numerosi altri testi del Nuovo Testamento (Mt 10,2; Lc 22,32; Gv 21,15-17), risulta chiaro che a Pietro รจ affidato un incarico particolare nella chiesa: รจ lui che compare sempre per primo, che รจ chiamato a pascere gli agnelli e le pecorelle e che deve sostenere nella fede i suoi fratelli.

I malintesi e i dissensi non sono nati da questa veritร , ma dal modo in cui questo servizio รจ stato svolto. Lungo i secoli tante volte รจ degenerato e da segno di amore e di unitร  รจ divenuto espressione di potere.

In ogni tempo lโ€™esercizio di questo ministero va confrontato con il vangelo, in modo che il vescovo di Roma sia realmente e per tutti โ€“ secondo la stupenda definizione di Ireneo di Lione (secolo II) โ€“ โ€œcolui che presiede alla caritร โ€.

Nel sito Settimana News sono presenti anche i commenti alla prima e seconda lettura.

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