fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 24 Giugno 2025

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Il Vangelo ci racconta la nascita di Giovanni Battista. Tutti si aspettavano che il bambino ricevesse un nome tradizionale, un nome di famiglia, come si era sempre fatto. Ma Dio aveva pensato qualcosa di diverso. Quel bambino doveva chiamarsi Giovanni, un nome nuovo, scelto da Dio stesso, che significa “Dono di Dio”.

Questa scena, ci dice qualcosa di importante anche per la nostra vita. Spesso siamo circondati da aspettative: quelle degli altri, quelle della societร , o perfino quelle che noi stessi ci imponiamo. Ma Dio non ci guarda con gli occhi del mondo. Lui ha per ciascuno di noi un progetto unico, diverso, forse inatteso. Come per Giovanni, anche su di noi Dio ha posato il suo sguardo fin dall’inizio, dandoci una direzione, una chiamata speciale.

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Nel Vangelo si legge che la gente, meravigliata, si chiedeva: ยซChe sarร  mai questo bambino?ยป
รˆ bello pensare che Dio si ponga questa domanda su ognuno di noi, non perchรฉ non conosca la risposta, ma perchรฉ ci ha creati con un futuro pieno di possibilitร , un futuro che possiamo scoprire camminando con fiducia.

Giovanni poi cresce nel silenzio del deserto, lontano dai riflettori, ma proprio lรฌ si fortifica nello spirito. Anche noi, a volte, viviamo momenti di solitudine, di attesa, o di domande senza risposta. Ma รจ proprio in quei momenti che la fede ci rende forti. Non sempre vediamo subito il disegno di Dio, ma possiamo essere certi che c’รจ un disegno.

Essere forti nella fede significa fidarsi di questo sguardo di Dio su di noi, credere che la nostra vita ha un senso piรน grande di quello che a volte percepiamo. Significa ricordare che non siamo qui per caso, ma perchรฉ Dio ci ha voluti, amati e pensati per portare luce nel mondo, ognuno a suo modo.

Non dobbiamo temere se la strada รจ diversa da quella che gli altri si aspettano o se non capiamo tutto subito. Lโ€™importante รจ crescere, giorno dopo giorno, nella fiducia che Lui ci guida e ci sostiene.

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