È molto facile esprimere giudizi severi e pretendere una coerenza assoluta tra il “dire” e il “fare”, soprattutto quando si tratta di valutare le azioni altrui. La maggior parte delle volte, però, la stessa severità che esigiamo dagli altri non la applichiamo a noi stessi.
Gesù ci invita a percorrere la via opposta, esortandoci a migliorare i nostri comportamenti. Questo atteggiamento deve scaturire da un profondo rinnovamento spirituale, interiore.
Una maggiore attenzione alle nostre azioni e alle nostre parole ci condurrà certamente verso atteggiamenti più sereni ed equilibrati nei confronti del prossimo. Così, tanti difetti che ci sembrano insopportabili e che possono compromettere le relazioni interpersonali, appariranno meno gravi.
Questo è ciò che Gesù ci chiede quando ci invita a togliere prima la trave dal nostro occhio, cioè a purificare il nostro sguardo sul mondo e su chi ci sta accanto. Preghiamo perché possiamo diventare sempre più capaci di questa conversione interiore.
Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)
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