La location in cui si svolge il nostro episodio evangelico, Betsaida, รจ situata al confine della Galilea, a nord di Tiberiade. Il nome della cittadina significa โcasa della pescaโ, molto probabilmente era il luogo di nascita di Andrea, Filippo e Pietro. Siamo presso la foce del fiume Giordano, che irriga e rende verdeggianti le terre di Israele. Una zona di confine, ricca di contraddizioni ma anche gravida di ricchezze.
Il Signore oggi viene a visitarci proprio in quel luogo: un luogo in cui non ci manca nulla, ma i contrasti e gli imprevisti rendono meno sicuro il cammino. Il momento vitale poi รจ quello del calare delle tenebreโฆ tempo per trovare riparo, per mettersi al sicuro, per recuperare le energie.
In tale contesto Gesรน, con lโaiuto attivo dei dodici, si prenderร cura di una folla numerosa che ha bisogno di ascoltare la Parola e di essere guarita e nutrita! Dinnanzi alla prospettiva di rimandare indietro la moltitudine affamata, Gesรน interpella i suoi, i nostri cari discepoli fanno notare le difficoltร dellโessere in una zona desolata. Qualcosa si accende nel cuore del Maestro: รจ tempo di ricordare al popolo che solo Dio รจ capace di sfamare, nel deserto, coloro che hanno fiducia in lui. Ma il popolo, cosรฌ come noi, ha una fame piรน grande di quella del cibo, ha necessitร di relazioni, di convivialitร , di gratuitร !
Una preghiera di ringraziamento fatta con gli occhi elevati al cielo per presentare al Padre la supplica, per insegnarci che solo dal cielo viene il dono, se si smette di lamentarsi o spaventarsi per il poco che si possiedeโฆ Lโeucarestia del โtuttoโ offerto a Dio origina una risposta smisurata nella generositร , ma, proprio come nella notte di Pasqua in Egitto, nulla di ciรฒ che Dio dona deve andare perduto. Anche noi oggi siamo invitati ad una condivisione generosa, eccessiva!
Cosรฌ i discepoli sono chiamati a formare piccole comunitร , perchรฉ il dono di Dio possa generare nuove forme di convivenza a partire dalla convivialitร donata. I dodici sono invitati a portare a compimento il cammino di figliolanza, per aprirsi alla dimensione della paternitร . Distribuire ciรฒ che Gesรน pone nelle loro mani รจ lโinizio di un itinerario di โespropriazioneโ da sรฉ stessi, che si compirร solo quando tutto sarร stato consegnato.
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Dodici sono le ceste avanzate, si riprende il numero degli apostoli, di tutte le tribรน di Israele, per rammentarci che la Chiesa solo se rimane unita puรฒ riuscire a โsfamareโ tutti e ciascuno! Meraviglioso invito alla sinergia, allโarmonia ecclesiale, alla capacitร di arrivare a saziare tutti a partire dal poco che si possiede e si รจ!
Lasciamoci coinvolgere dalla contemplazione di questo Gesรน che non abbandona il suo popolo e non smette di nutrirlo nei tempi in cui il bisogno fa capolino! I deserti della nostra vita si riveleranno allora come i luoghi in cui si mostra la straordinaria presenza di Dio, spazi in cui riprendere forze, intrecciare relazioni comunitarie da vivere nel proprio quotidiano, nella dimensione feriale della nostra esistenza.
Commento a cura di: Narciso Sunda SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
