Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 Maggio 2025

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Anche nel brano di oggi Matteo descrive Gesรน come il Maestro che si occupa dei suoi discepoli insegnando loro la necessitร  di abbracciare uno stile di vita diverso da quello predicato dagli ipocriti e ben lontano da chi mira alla sola ricerca di un successo immediato.

Vivere le parole pronunciate dal Galileo comportava un abbandono di quelle certezze consuetudinarie, spesso legate anche ad una visione religiosa quale quella dei farisei e degli scribi, che il Signore, in gesti e parole, mostrerร  debba essere portata a compimento. Ai discepoli venne chiesta una conversione, uno sguardo diverso, un modo di vivere la Parola che prima non era stata proposta.

La speranza cristiana, fondata sulla morte e resurrezione del Figlio di Dio, porta a vivere una stagione eterna. Quindi non un benessere terreno, al quale possiamo ambire tutti, ma qualcosa di definitivo e non vano, nรฉ illusorio.

Siamo chiamati, come lo furono i discepoli, a vivere la โ€œpovertร โ€ di chi si riconosce incapace di conquistare da solo la vita eterna. Il nostro smarrimento ha portato il Padre misericordioso ad un gesto di amore enorme, consegnandoci il Figlio come Via da seguire. L’Emmanuele mostrรฒ nella quotidianitร  come procedere. I veri tesori ai quali mirare rimandano ad entrare nel dinamismo ed accettare le beatitudini. Si tratta di un totale capovolgimento, che non conosce confini geografici nรฉ cronologici perchรฉ impone l’abbandono di quelle false certezze che pongono al centro solo se stessi.

Il Risorto invece ha mostrato come il piรน grande sia colui che si fa piccolo per gli altri. Il Signore ha indicato che l’incontro con Lui รจ quotidiano nella celebrazione eucaristica e nel riconoscerlo negli altri. Il Crocifisso ci consegna due passaggi: il primo passo รจ riconoscersi peccatori; quello successivo comprendere che amare รจ servire.

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Per riflettere

Siamo fragili creature che fatichiamo a comprendere cosa sia davvero necessario per noi e per i nostri cari. Troppo spesso ci illudiamo e confidiamo in qualcosa che ha un fine immediato e perciรฒ vano, destinato a scomparire. Per comprendere il fine del nostro cammino terreno dobbiamo innanzitutto riconoscerci umili peccatori. Per consegnare tesori in cielo dobbiamo seguire l’esempio della unica Via che ci porterร  nel Regno di Dio.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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