È assurdo e blasfemo pretendere di convincere Dio, onnipotente e Signore, con la forza delle parole.
Siamo ben lontani dalla preghiera, che è invece comunione di amore e vivo desiderio di conformarsi pienamente alla volontà divina.
Gesù, maestro, ci insegna a rivolgerci a Dio e a chiamarlo con l’appellativo di Padre, immergendoci così subito in una dimensione di amore e facendoci riscoprire l’origine della nostra fraternità.
Ci fa chiedere poi che la santità di Dio, del suo nome, sia partecipata e vissuta anche da noi, affinché il suo regno si estenda ovunque e in tutti.
Riconoscendolo come unica fonte del vero bene, chiediamo che la sua volontà si compia in noi con la stessa perfezione con cui è vissuta in cielo.
Chiediamo anche che sia provvido con noi, dandoci il pane e quanto occorre alla nostra vita.
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Riconoscendoci peccatori e trasgressori della sua legge divina, imploriamo il suo perdono, impegnandoci a nostra volta a perdonare coloro che ci hanno offeso.
Scopriamo così che la preghiera di Gesù non è solo il modo migliore di comunicare con il Padre, in un afflato di intimità e di amore, ma è anche il miglior programma di vita per ogni credente.
Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)
