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don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 15 Giugno 2025

Domenica 15 Giugno 2025 - SANTISSIMA TRINITÀ - SOLENNITÀ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 16,12-15

Data:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità” dice Gesù nel vangelo di questa domenica.
La vita di Dio, o meglio Dio come vita ci permea ed emerge in noi nella misura in cui facciamo decantare in noi il ‘mio’ e l’’io’ sino al compiersi di ciò che in realtà siam sempre stati: ‘immagine e somiglianza di Dio’ (Gn 2, 27).

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Paolo afferma tutto ciò quando scrive che lo Spirito – ovvero Dio medesimo (cfr. Gv 4, 24) riversa sé stesso nel nostro cuore (Rm 5, 5), attuando così la nostra natura autentica. Quest’ultima non è qualcosa di pregresso che abbiamo perduto a causa del peccato, ma piuttosto la nostra destinazione. La Verità – tutta intera – della nostra vita ci sta dinanzi, non alle spalle. Non siamo esseri decaduti, ma fragilità in via di compimento.

La questione è rimanere aperti, disponibili, collaboranti a questa energia che ci inabita, affinché possa compiere la sua opera. Per questo è necessario prestarle attenzione, non opporle resistenza, vivere con essa in una profonda sinergia. È altresì importante sottolineare che a questa verità siamo chiamati tutti a parteciparvi, non solo quelli con le carte in regola, i prescelti, i senza peccato.

Qualcuno ha detto che “se la Chiesa traccia un cerchio, la maggioranza dell’umanità è fuori del cerchio, se il Padre traccia un cerchio c’è tutto, dentro”. Occorre non perdere di vista il cerchio del Padre, e contemplarlo sempre dall’interno. D’altra parte viviamo nel frammento, perché in fin dei conti nessun segmento della linea è la linea.

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.

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