Al centro di questo Vangelo c’è la preghiera che Gesù rivolge al Padre: essere glorificato per glorificare. Sembra un concetto astratto, ma in realtà non c’è niente di più concreto, la stessa parola “gloria” in ebraico significa letteralmente “peso”.
La gloria di Dio rimanda ad uno spessore, alla sostanza di qualcosa. Gesù ha bisogno di essere glorificato perché la sua vera natura è essere una cosa sola con il Padre, il suo spessore è nell’essere in comunione con gli uomini.
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La sostanza di Dio è eterna e nella storia, impastata di beatitudine e di croce, per tutta l’umanità e per ogni singolo essere umano… La vita eterna è assaggiare questa gloria, imparare a gustarla giorno dopo giorno. É riconoscere e ricordarsi di essere fatti a immagine e somiglianza di questo Dio “grande da far paura” e “più intimo a sé di sé stessi”, nell’essere una cosa sola con Lui e con i fratelli. Qui la nostra sostanza, la nostra identità più profonda, la nostra gloria oggi e sempre.
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