Ci sono momenti in cui tutto sembra chiaro. La mente si illumina, il cuore si apre. โAdesso crediamoโ: parole che suonano come un traguardo.
I discepoli si illudono di aver raggiunto la maturitร della fede, ma Gesรน, con dolce fermezza, smaschera lโequivoco. La comprensione non รจ ancora integrazione. Lโintuizione non รจ ancora resilienza. Quando la notte arriva, le convinzioni cedono. Le sicurezze si sbriciolano.
Lโamicizia, la comunione, la fede stessa si rivelano fragili. ร un passaggio necessario: non cโรจ autenticitร senza attraversamento della solitudine. Non cโรจ unitร profonda senza prima un distacco, una caduta, una resa.
Gesรน non giudica i suoi discepoli. Li prepara. Lโinfedeltร che verrร non รจ una condanna, ma una soglia da attraversare. ร la frattura che precede la ricomposizione. La solitudine non รจ il contrario della comunione, รจ la sua premessa evolutiva. Lโumano, ancora una volta, tiene insieme una contraddizione che sembra insanabile.
ย โAbbiate coraggio: io ho vinto il mondo!โ โ Non una fuga spirituale. Non una vittoria che elimina il dolore. Non una prevaricazione prepotente. La vittoria รจ questa: attraversare la notte rimanendo umani. Nel cuore del fallimento, una pace diversa si rivela.
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ร la pace di chi ha visto tutto e non ha indietreggiato. ร la pace di chi ha scelto di continuare ad amare anche lรฌ dove dove non cโera motivo o ci sarebbe stato tutto il diritto di tirarsi indietro: cosรฌ si vince la logica del mondo.
Commento a cura di: Flavio Emanuele Bottaro SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
