Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 1 Maggio 2025

Domenica 1 Giugno 2025 - ASCENSIONE DEL SIGNORE - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 24,46-53

Data:

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Sono gli ultimi versetti del vangelo di Luca. Prima di ascendere in cielo, in mezzo ai discepoli, agli uomini che ha amato, Gesรน spiega un’ultima volta il senso della sua Passione e Resurrezione e ci lascia la sua ereditร : sta a noi continuare la sua storia, riconciliati dal suo amore, lui ora va nella gloria del Padre, dove lo raggiungeremo seguendo il suo cammino. Dopo, il silenzio.

Luca รจ l’unico tra gli evangelisti a raccontare l’Ascensione di Gesรน (l’episodio รจ riportato anche da Marco, ma si tratta di un riassunto del racconto di Luca). Non lo ha mai visto durante la sua vita e comunque si interroga: come mai non si รจ fatto piรน vedere? Come mai รจ asceso al cielo ed ora รจ assente? E ci fa intravedere il significato di questa assenza.

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รˆ un racconto scarno, quasi una cronaca, una sequenza cinematografica muta: Gesรน conduce fuori i discepoli, alza le mani, li benedice e va in cielo. Ma queste poche parole riassumono il significato di tutto il Vangelo, come quando da una cima di montagna si aprono tra le nuvole orizzonti prima impensabili che danno luce e senso al cammino percorso. Sono gli orizzonti della distanza: Gesรน che dista suscita in noi il desiderio e provoca il cammino.

Gesรน conduce fuori i discepoli. Come Dio ha condotto Israele fuori dalla schiavitรน dell’Egitto, come Gesรน stesso รจ uscito fuori dal sepolcro, ora conduce i discepoli in un fuori che sarร  libertร  assoluta, fuori dalla terra squarciando il cielo.

Arrivati a Betania, Gesรน alza le mani. รˆ l’ultima immagine che abbiamo di Lui: con le mani alzate benedice gli Apostoli. E mentre ancora benedice, nella continua relazione che non si interrompe, comincia a prendere la distanza, ad andare via.

รˆ la distanza dal grembo materno necessaria per nascere, la distanza dai genitori necessaria per imparare a camminare e poi a crescere; รจ la distanza che ci fa capire e desiderare l’altro, la distanza della vetta che ci attira e ci mette in cammino. In questa distanza misteriosa, nel cammino della storia che ritorna al Padre, Gesรน ci precede, come un fratello, come un re e la nostra stessa vita terrena รจ santificata e salvata.

Per riflettere

โ€œCon la sua Ascensione il Signore risorto attira il nostro sguardo al Cielo, per mostrarci che la meta del nostro cammino รจ il Padreโ€, dice Papa Francesco. Lasciamo che il nostro sguardo e il nostro cuore siano appassionati, attirati dalle cose del Cielo?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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