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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 1 Giugno 2025

Domenica 1 Giugno 2025 - ASCENSIONE DEL SIGNORE - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 24,46-53

Data:

Nella conclusione del Vangelo, Gesù parla ai suoi amici per l’ultima volta prima di salire al cielo. Spiega loro che tutto ciò che è accaduto – la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione – era parte di un disegno d’amore, scritto da sempre. Poi affida loro una missione: annunciare a tutti la conversione e il perdono. E subito dopo, davanti ai loro occhi, si solleva verso il cielo.

Ma non è un addio. È una partenza che contiene una promessa: “Io manderò su di voi ciò che il Padre mio ha promesso”. Lo Spirito Santo. Una forza dall’alto. Una presenza invisibile ma reale.

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I discepoli non restano smarriti. Tornano a Gerusalemme pieni di gioia. Nonostante Gesù non sia più visibile, qualcosa è cambiato dentro di loro: hanno capito che ora tocca a loro continuare la sua opera. Non più spettatori, ma protagonisti.

E questo vale anche per noi. L’Ascensione non ci dice che Gesù è lontano, ma che ci ha affidato qualcosa di prezioso. Siamo noi, oggi, i suoi testimoni. Con le nostre parole, ma soprattutto con la nostra vita. Ogni gesto di amore, ogni parola di perdono, ogni scelta di verità diventa un modo per dire al mondo: Gesù è vivo, e continua ad agire attraverso di noi.

Non serve essere perfetti. Basta essere disponibili. Lui ci accompagna, ci sostiene, ci dà la forza. E ci invita a guardare il cielo, sì, ma senza dimenticare di camminare sulla terra con il cuore acceso e le mani pronte a servire.

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