Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 Maggio 2025

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Vangelo di Giovanni – Gv 16,20-23a

Nessuno potrร  togliervi la vostra gioia.

In quel tempo, disse Gesรน ai suoi discepoli:
ยซIn veritร , in veritร  io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerร . Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierร  in gioia.
La donna, quando partorisce, รจ nel dolore, perchรฉ รจ venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda piรน della sofferenza, per la gioia che รจ venuto al mondo un uomo. Cosรฌ anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrรฒ di nuovo e il vostro cuore si rallegrerร  e nessuno potrร  togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete piรน nullaยป.

Parola del Signore.

Gesรน colma il cuore dei suoi discepoli con la gioia che viene dalla sua resurrezione, dalla sua presenza eterna con i suoi amici, una presenza che non ha bisogno di molte parole, ma che vive della certezza dellโ€™amore.

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Gesรน rassicura i suoi amici prima dello scandalo della croce, che loro ancora non colgono, che neppure immaginano.

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Ma lโ€™invito che Gesรน fa ai suoi lo possiamo applicare ad ogni nostro percorso, ad ogni nostra tristezza: come la partoriente soffre (e tanto!) per le doglie del travaglio, cosรฌ anche la nostra sofferenza altro non รจ che la doglia per dare alla luce una nuova condizione, per intraprendere una nuova strada.

Mentre viviamo i momenti di dolore, di abbandono, non immaginiamo certo che ci possa essere qualcosa che ci salvi, una gioia che possa farci dimenticare il dolore che viviamo, e invece, se siamo onesti, molte spesso, guardando indietro, ai momenti bui della nostra vita, ci rendiamo conto che il Signore, quando la vita ci chiude una porta, spalanca una finestra.

E proprio lโ€™immagine delle doglie ci aiuta a capire in profonditร  il grande progetto di Dio sullโ€™umanitร .

Siamo come un feto nel grembo materno, ognuno di noi, e il mondo intero. Il feto รจ giร  un essere vivente, ha emozioni, desideri, sogna ma il suo mondo di riferimento รจ tutto (e solo) lโ€™utero della madre.

E quando il parto lo spinge ad uscire probabilmente vive quel momento come la fine di tutto ma altro non รจ che lโ€™inizio. Io vivo nel grembo della mia vita ma dopo la morte sarรฒ generato ad una nuova vita.

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Cosรฌ il mondo e tutta la Storia gemono per le doglie del parto. Il dolore, allora, spesso proviene dal non avere ancora capito che quanto viviamo รจ solo un passaggio verso una pienezza, proprio come nel rapporto fra feto e vita reale.

Non guardiamo piรน alle cose passate, il Signore fa nuove tutte le cose! Fidarci di lui, affidargli la nostra vita, specialmente nel momento di fatica e di incomprensione, ci genera ad una vita nuova.

Questo รจ il grande messaggio pasquale.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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