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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 28 Aprile 2025

Oggi leggiamo dal Vangelo di Giovanni un brano del lungo discorso di addio pronunciato da Gesù poco prima della sua passione. Gesù dimostra molta pazienza con i suoi discepoli.

Si rende conto di portare una parola nuova, di spazzare via il vecchio, le rigide regole dei padri, spesso ridotte a semplice obbedienza, a riti che hanno perso valore, sono rimasti solo dottrina.

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Per i poveri pescatori di Galilea le parole di Gesù sono spesso difficili o addirittura incomprensibili e Gesù lo sa: “Non siete ancora capaci di portare il peso” delle mie parole. È come se volesse dare del tempo a questi uomini semplici, sì, ma che non hanno esitato a lasciare tutto per seguirlo.

È un Gesù amorevole, che si ferma a spiegare il grande disegno che il Padre ha su di Lui. Non lascerà soli i suoi amici, lo Spirito Santo con pazienza e amore li porterà alla piena comprensione e conoscenza della volontà di Dio. Li prenderà per mano e li guiderà alla verità.

Non si tratta di dottrine nuove, ma di una piena comprensione di quello che Gesù ha udito dal Padre. Non dobbiamo spaventarci, il Signore effonde su di noi il suo Spirito Santo perché ci conduca alla pienezza della conoscenza della volontà di Dio. Lo Spirito Santo, secondo le parole di Gesù, ha un compito insostituibile: quello di guidarci alla verità, alla comprensione profonda e totale delle sue parole e della sua vita.

Per riflettere

Lo Spirito, cioè la permanente presenza di Dio nell’uomo, ci prende per mano e ci guida secondo quanto possiamo capire e sostenere. Abbiamo mai pregato lo Spirito perché ci aiuti a capire e a vivere in profondità e consapevolezza la nostra fede?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi