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don Massimiliano Scalici – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2025

Domenica 25 Maggio 2025 - VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,23-29

Data:

Don Massimiliano con questo commento esamina la discussione tra Paolo e la Chiesa Madre di Gerusalemme, identificata come il primo Concilio della Chiesa.

Evidenzia che questo Concilio ha affermato la verità centrale del cristianesimo, ovvero che Gesù Cristo è l’unico Salvatore e la salvezza si ottiene credendo in Lui, in contrasto con chi la legava alla circoncisione o alla legge mosaica. Sottolinea l’attualità di questo principio per l’unità e la vitalità delle comunità cristiane odierne, affermando che Cristo come centro permette la Sua presenza nella Chiesa.

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Infine, interpreta il concetto di “dimora” di Dio non in templi fisici, ma nei cuori di coloro che amano Cristo e osservano la Sua parola, paragonando le tradizioni umane non essenziali a questioni secondarie rispetto alla salvezza.

Ascolta “don Massimiliano Scalici – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2025” su Spreaker.

Trascrizione dell’audio non rivista.

La discussione che Paolo intrattiene con la Chiesa Madre di Gerusalemme e con gli Apostoli Pietro e Giacomo è l’occasione di un primo incontro collegiale nella storia della Chiesa tra gli Apostoli e I responsabili delle prime comunità cristiane. L’importanza di questo confronto portato gli studiosi a qualificarlo come il primo Concilio della Chiesa, il Concilio di Gerusalemme appunto. Esso fu importante perché si dichiarò per mezzo degli apostoli Pietro, Paolo e Giacomo la verità centrale del cristianesimo, ovvero che Gesù Cristo è il solo Salvatore, credere in lui ed essere salvati. Ciò in opposizione a quei cristiani giudei che facevano dipendere la salvezza dalla circoncisione e dunque dalle prescrizioni della legge di Mosè. Quando Pietro conferma I fratelli nella fede in Cristo, tutta la Chiesa ritrova la pace e il dialogo al suo interno, e di conseguenza la convivialità delle differenze, come amava dire Don Tonino Bello, diventa possibile.

Ciò che afferma il Concilio di Gerusalemme è un principio attualissimo giacché la verità dottrinale del Vangelo di Cristo garantisce oggi che le comunità cristiane in tutti I continenti continuino a camminare nella comunione con Pietro ed essere nel mondo presenza viva di Gesù. Non solo, quando nella Chiesa Cristo è il centro, allora in essa dimora il Signore. E’ questo il cuore della pagina del Vangelo della stessa domenica di Pasqua. Dicendo ai suoi discepoli: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presto di lui. Gesù risponde alla questione posta dai primi discepoli fin dall’inizio della loro sequela del Maestro, quando gli chiedevano Rabbi, dove dimori?

Espressione che può essere tradotta è anche Dove rimani? Finalmente Gesù rivela ai discepoli dove lui vuole dimorare e rimanere sempre. Nel cuore di chi lo ama, perché ascolta e custodisce le sue parole. Ecco allora il senso della visione apocalittica di Giovanni. La Gerusalemme celeste, ossia la chiesa di Cristo, è la città dove Dio e il suo Cristo dimorano.

Il tempio non c’è più perché Dio abita non più costruzioni di pietra, ma una comunità conquistata dall’amore di Cristo è divenuta dimora di Dio. Ecco, di ciò le chiese e I pastori devono preoccuparsi. Tradizioni umane, ideologie sociologiche e politiche ambientali sono come la circoncisione. Una materia non essenziale alla salvezza. Buona domenica e buona meditazione della parola a tutti voi amici.

don Massimiliano Scalici dal suo canale Telegram.