ยซSe uno mi amaโฆ ยป dice Gesรน (v. 23). Ora, cosa potrร significare โamare Gesรนโ? Se รจ vero che noi siamo immersi nella divino-umanitร del Cristo, se รจ vero che siamo cristici, dimora del divino (โPrenderemo dimora presso di luiโ (Gv 14, 23), se รจ vero che siamo โa sua immagine e somiglianzaโ credo che โamare Gesรน significhiโ permettergli dโamarmi, ovvero non porre ostacolo col โmio e lโioโ alla sua azione vivificante in me. Divenire trasparente alla sua presenza e azione in me.
La questione รจ sempre la medesima: ยซChi odia la propria vita in questo mondo, la conserva per vita eternaยป (Gv 12, 25), e qui โodiareโ sta per โespropriareโ il proprio falso sรฉ, lโego, per far spazio al divino che siamo, il nostro โSรฉ autenticoโ.
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โAmare Dioโ sarร dunque una sorta di โnon azioneโ, al fine di lasciare a lui lโunica azione che conta. Dโaltra parte noi siamo per natura โpiena ricettivitร โ, e ciรฒ che ci viene richiesto รจ solo di ยซcoltivare tutte le nostre potenze mentali, psichiche e sensoriali perchรฉ si sviluppi in noi il divino, di cui poi fare esperienza di tale sbocciareยป (W. Jรคger).
Allora comprenderemo perchรฉ Gesรน continua dicendo: ยซSe uno mi amaโฆ noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di luiยป (v. 23). Nella non-azione, nel rinunciare a โscalare il cieloโ, si godrร finalmente del cielo in noi.
Una volta che Dio si espanderร in noi, plasmati e trasformati in lui, diverremo detentori dello Spirito santo (v. 26) e della pace (v. 27). I due doni del risorto.
E questo Spirito di Dio in noi, assolverร due compiti fondamentali:
1) ยซInsegnerร ogni cosaยป (v. 26a), ossia che lui รจ Padre, che noi siamo figli e quindi che lโunico modo per vivere รจ lasciarsi amare, scoprirsi e vivere da fratelli.
2) ยซricorderร tuttoยป (v. 26b). โRi-cordareโ, etimologicamente vuol dire ricondurre nel cuore. Chi รจ in Dio, chi รจ stretto in questa unione, puรฒ dimorare finalmente in sรฉ stesso, allโinterno di sรฉ, non รจ piรน costretto a perdersi, non รจ piรน frantumato in mille pensieri e azioni che non gli appartengono. Ha le radici ben radicate in sรฉ, al centro del suo cuore.
ยซVi lascio la pace, vi do la mia paceยป (v. 27).
La pace รจ la serena certezza che in questa unione intima con Dio, non รจ piรน necessario crearsi nemici per vivere in pace. Infatti mentre la pace del mondo (cfr. v. 27b) รจ quella fondata sulla violenza, sulla paura, sul dominio, su pericolosi giochi dโequilibrio, la pace di Cristo รจ frutto della vittoria del bene sul male, o meglio del male attraversato dal bene.
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La consapevolezza di essere una cosa sola con la divinitร che ci pervade, ci fa vivere nella pace, quella che niente e nessuno potrร toglierci.
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.
FONTE – CANALE YOUTUBE – FACEBOOK
