p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 25 Maggio 2025

Domenica 25 Maggio 2025 - VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,23-29

Data:

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Le parole di addio

Alla fine, si dicono le cose piรน importanti, soprattutto quando si avverte che non cโ€™รจ piรน tempo. Sono i momenti in cui si scelgono le parole con cura, sapendo che forse non ce ne saranno altre. Sono le parole che restano. 

I versetti del Vangelo di Giovanni che leggiamo in questa domenica si collocano allโ€™interno del lungo discorso di addio di Gesรน. Sono le parole che lascia ai discepoli prima della passione. 

La paura

Allโ€™inizio e alla fine di questo capitolo 14, che probabilmente costituiva il discorso di addio originale, prima dellโ€™aggiunta del prosieguo nei capitoli 15-17, troviamo lโ€™invito a non avere paura: ยซnon sia turbato il vostro cuoreยป (v.1 e v.27). รˆ la parola fondamentale. Gesรน sa bene che, davanti a tante situazioni della vita, il nostro cuore si spaventa. Le parole di Gesรน sono quindi parole rassicuranti, che vogliono togliere la paura dal nostro cuore. Proprio per questo tutto il discorso di Gesรน ruota intorno al suo amore per noi e poi, di conseguenza, intorno allโ€™amore tra i discepoli. 

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Amore e fiducia

Nei versetti che leggiamo in questa domenica, lโ€™amore รจ messo in relazione con lโ€™osservare o, potremmo anche tradurre, con il fare. Lโ€™amore si trasforma sempre in azioni coerente, se รจ amore. Se amiamo Gesรน, ci fidiamo, e quindi faremo come lui ci chiede: osserveremo i suoi comandamenti. รˆ proprio questa veritร , cioรจ la coerenza tra lโ€™amore e lโ€™azione, che ci permette di rimanere nella relazione con lui, anzi รจ proprio Gesรน che con il Padre prende dimora, fa sosta, in noi. 

Anche questa immagine della dimora di Gesรน in noi รจ lโ€™espressione di un amore intimo, di una comunione, di una presenza che toglie la paura. Il desiderio di Gesรน รจ di abitare in noi. Non si tratta quindi di sforzarci di elevarci a lui, ma semplicemente di accoglierlo, lasciando che Dio venga in noi. Diventiamo cosรฌ tempio di Dio.

Rimanere vicino

Anche lโ€™invio di un altro Paraclito risponde a questo desiderio di rimanere vicino a noi: probabilmente, dietro questa rassicurazione, cโ€™รจ una comunitร  che, a distanza di tempo, si preoccupa per la possibilitร  di dimenticare le parole di Gesรน o di non ritrovare piรน la garanzia e lโ€™autenticitร  dellโ€™insegnamento di Gesรน. Come i discepoli, anche la comunitร  giovannea, ma anche quella dei discepoli di ogni tempo, ha paura di essere abbandonata dal Signore. 

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Il processo

Il termine paraclito vuol dire letteralmente โ€˜colui che รจ chiamato vicinoโ€™. รˆ un termine del linguaggio forense che indica lโ€™avvocato, colui che sostiene, incoraggia, parla al posto dellโ€™imputato. Questa immagine si colloca bene allโ€™interno del clima giudiziale proprio del quarto Vangelo. Giovanni, infatti, tratteggia un grande processo che il mondo istruisce nei confronti di Gesรน. Anche la vita del discepolo di Cristo non puรฒ che essere segnata dallโ€™avversione da parte del mondo. Per questo abbiamo bisogno di un avvocato. Il Paraclito insegna e ricorda quello che Gesรน ci ha detto.

La vera pace

Proprio perchรฉ il nostro cuore รจ spesso abitato dalla paura, Gesรน ci dona la pace. Non รจ la pace che dร  il mondo: Giovanni ha in mente forse la pax romana, la concessione fatta a chi si arrende, una pace quindi che รจ ancora una volta il segno della prepotenza e del potere. La pace di Gesรน รจ quella che viene dalla sua presenza in noi, รจ la pace che rassicura perchรฉ non abbiamo nulla da temere, รจ la pace di chi si sente custodito e difeso.

Dio รจ comunione

In questo discorso di addio, quando cioรจ sta dicendo le cose piรน importanti, Gesรน non si presenta mai da solo, ma come colui che รจ in relazione con il Padre, dal quale torna, e con lo Spirito, che il Padre manda nel nome e per la preghiera di Gesรน. Dio รจ comunione. รˆ la comunione che siamo chiamati ad accogliere come dono in noi. Siamo abitati da Dio quando siamo abitati dalla comunione che dร  pace. Quando siamo in conflitto con noi stessi e con Dio, stiamo allontanando Dio dalla nostra vita.

Ritrovare lโ€™unitร 

In effetti, anche la prima comunitร  cristiana, come dimostra il capitolo 15 degli Atti degli Apostoli, ha cercato di ritrovare la comunione che inevitabilmente ogni tanto si perde. Si perde perchรฉ la pensiamo diversamente, perchรฉ non sappiamo esattamente che cosa vogliamo, perchรฉ facciamo fatica ad accogliere il punto di vista degli altri. Come i primi cristiani, anche noi allora possiamo riprendere la strada verso la costruzione dellโ€™unitร  e della comunione.

Leggersi dentro

  • In che modo senti che il Signore ti รจ vicino nelle situazioni della vita?
  • Sei uno che custodisce la comunione o uno che crea conflitto?

Per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I. – Fonte

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