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Don Michele Chiapuzzi – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2025

Domenica 25 Maggio 2025 - VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,23-29

Data:

Ve l’ho detto ora

Ora, Gesù lo dice. Ora, nel tempo di questo presente. Ora, nell’adesso di questa nostra situazione spaziale ed esistenziale.

Ora dice: quando lui entrerà nel Padre noi potremmo credere alla gioia. Rallegratevi sempre, nel Signore, ve lo ripeto rallegratevi (Fil 4,4): così animava Paolo la comunità di Filippi, con-vinto (vinto dal reciproco amare) di avere la strada del cammino verso il Padre aperta e spianata per opera della grazia del Signore stesso.

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Non per sforzo da superuomo, ma proprio perché peccatore trovarsi “agevolato” ad entrare nel seno dell’Eterno. Purezza di pace. Purezza di fede. Sapersi amati, scoprirsi amati perché fragili. Perché falliti.

Questo comporta anche una liberazione dall’ossessione di una antropologia della perfezione, sia essa ecclesiastica o tecnologica. L’umano segnato dai limiti, dalle imperfezioni, è la passione di Dio verso cui investe i suoi affetti più intimi – per destinarlo a una vita che non si consuma e a un godimento che non è mai sfruttamento dell’altro, ma gioia per il suo esserci diverso dal nostro.
Nicea ci spinge oggi a una revisione radicale della nostra cultura attraversata dall’ingiunzione alla perfezione, all’inammissibilità dell’errore, per trovare una via per riconciliarsi con quella vulnerabilità che tutti noi siamo – nessuno escluso. Vulnerabile non è l’aggettivo che circoscrive uno speciale gruppo di persone, ma la condizione profonda della nostra esistenza comunemente umana.

(Heiner Wilmer, vescovo di Hildesheim)

E se uno mi ama, noi verremo a lui: ipotesi sperimentabile. Nella fragilità scoprire il bisogno del bisogno di amare. E lui apre le porte per venire. Anzi le spalanca.

Porte spalancate dal vicendevole amarsi. Porte aperte perché lui Gesù è la porta spalancata che mostra, fuori dall’ovile, la Via percorribile per comprendere la Vita verso la Verità.

Vita vera quando è verso gli altri, verso il Padre. Condizione sperimentabile. Andando verso non si è soli, con il cuore pieno di passione ci si scopre accompagnati dall’Incarnatoamare: il Paraclito.

Il Paraclito, lo Spirito Santo, che insegna a percorrere le vie del confrontarsi con l’irriducibile diversità dell’altro, accogliendola così com’è. Facendoci ricordare (portando al cuore) lo stile di Gesù: come io ho fatto a voi così voi fatelo.

Incarnatoamare. Condizione per essere umani. Discepoli pacificati, servi della pace. Ipotesi ribelle.
Se uno mi ama, chi, ancora oggi, duemila anni dopo questo rivoluzionario testamento evangelico, offre la pace per amore?

Chi edifica la pace come abitazione del vivere? Chi spalanca le porte al tradimento, all’inimicizia, alla violenza, al peccato, alla malattia, alla prostituzione, alla miseria, alla soverchiante ricchezza per inoculare pace?

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Ambito della follia. Ambito di realtà.
Senza Cristo non vivo. Senza Cristo non perdono. Senza Cristo non sono.
Avverrà e crederò. Perdono quindi sono. Avvenga.

FONTETelegramChi è don Michele
Foto di Steve Haselden da Pixabay