- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Aprile 2025

Ci sono altre parole che ci raggiungo in profondità e ci fanno provare un fremito di gioia come quelle che compongono la frase “Ti amo”?

Oggi Gesù ci fa entrare nella sua relazione di amore con il Padre per dirci che Lui ci ama proprio di questo stesso amore. Sarebbe bello poter ritrovare nel Vangelo di Giovanni altri brani che ci fanno capire la profondità della relazione d’amore che lega Gesù al Padre e il Padre a Gesù.

- Pubblicità -

Te ne propongo solo alcuni, ma tu stesso/a puoi incontrare quelli che sono più vicini alla tua esperienza: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Gv 3, 16–17); “Perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre” (Gv 10, 38); “Tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21).

C’è però un verbo importante in questo brano su cui soffermarci. In questi pochi versetti è ripetuto tre volte: rimanere. È un verbo intenso, che nel vangelo di Giovanni ha un significato profondissimo. Mentre per noi questo verbo “rimanere” ha il sapore della staticità, il rimanere che ci propone Gesù ha una forza travolgente e ci coinvolge in una dinamicità di vita, di pensieri, di sentimenti che ci fanno trovare il senso di chi siamo e per chi siamo.

Il nostro essere discepoli trova significato proprio e solo dal rimanere nel suo amore. Mentre rimaniamo nell’amore, impariamo quei gesti di amore che possono trasformare il nostro quotidiano, imparando da Gesù a perdonare, ad accogliere, a servire gratuitamente come ha fatto Lui. Rimanere nel suo amore ci trasforma e ci fa sperimentare quella gioia che nasce nuova ogni volta che amiamo.

Per riflettere

Leggo più volte questo brano e mi fermo sul versetto che più mi colpisce. Lo ripeto più volte fino a che diventi preghiera. Poi entrando in dialogo con la mia esperienza di vita mi chiedo quando sono riuscito/a a rimanere nell’amore di Gesù? Quando e perché la gioia promessa da Gesù ha attraversato la mia vita?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi