don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 18 Maggio 2025

Domenica 18 Maggio 2025 - V DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 13,31-33a.34-35

Data:

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ยซQuando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesรน disse: โ€œOra il Figlio dellโ€™uomo รจ stato glorificatoโ€ยป (V. 31).

Il massimo del male subรฌto, Gesรน lo accoglie e lo fa coincidere col massimo della gloria. Gesรน assume la tenebra e la trasforma in luce, manifestando cosรฌ la stoffa di cui รจ fatto lโ€™Amore: riportare la vittoria quando viene ferito.

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Le mie fragilitร , i miei limiti, i miei fallimenti, il male che mi accompagna da mane a sera, tutto questo puรฒ diventare luogo di rivelazione di qualcosโ€™Altro, luminoso, inedito. Ferita che si fa feritoia ad una luce trasformante.

ยซMi vanterรฒ ben volentieri delle mie debolezze, perchรฉ dimori in me la potenza di Cristo. Perciรฒ mi compiaccio nelle mie infermitร , negli oltraggi, nelle necessitร , nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, รจ allora che sono forteยป ricorda Paolo (2Cor 12, 9s.).

โ€œVi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, cosรฌ amatevi anche voi gli uni gli altriโ€ (v. 34)

La novitร  di questa prescrizione non รจ tanto lโ€™invito ad amare โ€“ affermato da sempre nella tradizione ebraica โ€“ ma piuttosto il fatto che ciรฒ che viene comandato viene prima donato. Siamo รจ vero invitati ad amare, ma non come mossi da una legge eteronoma, proveniente dallโ€™esterno, ma scoprendo che siamo portatori, ripieni di quellโ€™amore che siamo chiamati a manifestare. Ciรฒ che viene โ€˜comandatoโ€™ รจ giร  stato concesso: ยซDonami o Dio ciรฒ che mi comandi, e poi comandami ciรฒ che vuoiยป (Agostino).

โ€œDa questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altriโ€. Un passaggio splendido. Essere discepoli di Gesรน non รจ questione di appartenenza: non a una Chiesa, nรฉ ad una religione. Non significa neppure essere battezzati o credenti. Essere discepoli non รจ questione dellโ€™abito che sโ€™indossa. Non da questo saremo riconosciuti, e tanto meno perchรฉ si frequentano culti e riti religiosi. โ€œDa questo sapranno che siete miei discepoli, dallโ€™amoreโ€ฆโ€.

รˆ solo lโ€™amore a farci riconoscere come discepoli dellโ€™Amore. Quanti discepoli di Cristo anonimi in giro per il mondo infattiโ€ฆ atei, agnostici, non praticanti, dubbiosi, appartenenti ad altre confessioni religioseโ€ฆ รˆ lโ€™Amore che fa nuove tutte le cose ed ogni essere umano, indipendentemente dalle loro appartenenze.

Questo Amore รจ la โ€˜tenda di Dio in mezzo agli uominiโ€™, come dice la pagina dellโ€™Apocalisse di oggi. Ebbene, chi ama รจ di Cristo, anzi รจ cristico ovvero della stessa natura dellโ€™Amore. รˆ lโ€™amore che ci fa compiere in umanitร  sino a diventare Cristo. Questo รจ stato il cammino dellโ€™uomo e profeta Gesรน di Nazareth, talmente umano da esser diventato il Cristo, manifestazione materica e temporale di ciรฒ che viene chiamato Dio. A questo siamo chiamati tutti noi se ci risvegliassimo al nostro unico compito: diventare pienamente umani, e dunque divini.

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.

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