PENSIERI DI VANGELO, DI BELLEZZA, DI BONTÀ
Nessuno può venire a me
se non lo attira
il Padre mio.
Io sono il pane della vita disceso dal cielo,
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre mio.
Con che cosa ci attira
e ci seduce Dio?
Forse con la sua onnipotenza, la perfezione, l’onniscienza, l’eternità?
Per tutte queste qualità
lo puoi anche ammirare, perfino obbedire,
ma non puoi rispondere con lo slancio
di chi vuole bene.
La seduzione di Dio
è arrivata, a me, attraverso
lo stupore per la bellezza di Gesù:
libero come nessuno, limpido come nessuno,
che non si è fatto comprare da nessuno,
capace di amare
come nessuno mai.
Era talmente uomo
che i discepoli dissero:
un uomo così
non può che essere Dio.
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Io sono il pane
disceso dal cielo,
sono il pane della vita.
Nasce una domanda:
io di che pane mi nutro?
Noi di che cosa alimentiamo anima
e pensieri?
Stiamo mangiando generosità, bellezza, profondità?
Oppure stiamo nutrendoci di egoismi, intolleranze, miopie dello spirito, insensatezza del vivere, paure di tutto e di tutti?
Se diamo spazio dentro
di noi a pensieri bassi, degradati, non limpidi,
se li facciamo sedere alla nostra tavola e mangiare nel nostro piatto,
questi ci trasformeranno
a poco a poco
a loro immagine.
Se invece accogliamo pensieri di vangelo,
di bellezza, di bontà,
essi ci faranno uomini e donne della bellezza
e della bontà.
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Se ci nutriamo della buona notizia del vangelo,
avremo in cuore buone notizie per chi ci incontra.
Se ci nutriamo di Cristo, egli ci trasforma in sé, dando forma al nostro modo di pensare,
di sentire, di amare.
Per esempio:
perché siamo fissati,
un po’ maniaci
della Parola?
Per aver scoperto che
nel vangelo
PUOI TROVARE E RITROVARE UN SENSO, UNA DIREZIONE,
una direttrice alla vita.
Un boccone di pane.
Se uno mangia di questo pane vivrà meglio.
Uno dei più grandi mistici del ‘900, p. Giovanni Vannucci, pregava così:
“Tu sei in ogni gesto di bontà,
in ogni segno di bellezza,
in ogni rinuncia
per un più grande amore.
Tu sei nel grido vittorioso del bambino che nasce,
sei nell’abbraccio
di chi ama,
sei nell’ultimo respiro
del morente”.
Goccia di luce nascosta nel cuore vivo di tutte le cose.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
