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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 23 Aprile 2025

“Vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”L’incontro tra Gesù risorto e i due discepoli di Emmaus è un episodio straordinario che ci insegna quanto sia importante restare aperti all’incontro con gli altri e non chiuderci nelle nostre convinzioni.

I due discepoli camminano tristi, delusi, prigionieri dei loro pensieri. Parlano tra loro, ma il loro discorso è ripetitivo, pieno di dolore e di sconforto: Gesù è morto, le loro speranze sono crollate. Sono così chiusi nella loro visione delle cose che non riconoscono Gesù, proprio mentre cammina accanto a loro.

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Ma qualcosa cambia quando lasciano entrare un Altro nella loro conversazione. Gesù si accosta e dialoga con loro. Non li interrompe, non impone subito la verità, ma ascolta, accoglie il loro smarrimento. E poi, con pazienza, li aiuta a rileggere la loro esperienza alla luce della Scrittura.

È proprio quando si aprono a un incontro autentico che il loro cuore comincia a scaldarsi. È quando accolgono lo straniero nella loro casa che lo riconoscono nello spezzare il pane.
Questa pagina di Vangelo ci ricorda che Gesù si rivela a noi proprio quando usciamo dai nostri pensieri chiusi e ripetitivi. Spesso ci rinchiudiamo nelle nostre delusioni, nelle nostre paure, nelle nostre idee fisse. Ma il Signore si lascia incontrare nel dialogo vero, nell’accoglienza dell’altro, nel camminare insieme.

Se vogliamo riconoscerlo, dobbiamo imparare a lasciarci sorprendere, a uscire da noi stessi, ad ascoltare con il cuore aperto. Come i discepoli di Emmaus, anche noi possiamo fare esperienza di un Dio che ci cammina accanto, anche quando non ce ne accorgiamo. E possiamo riscoprire la sua presenza viva nel gesto semplice e concreto della condivisione.

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