Galilea del Risorto. La stupenda sequenza di Pasqua la possiamo definire come il racconto tramandato della prima testimone del Risorto, Maria di Magdala.
A lei Gesù si manifesta nelle sembianze di un giardiniere, anzi del custode del giardino della vita che l’uomo di Pasqua, il nuovo Adamo, ha riaperto ad ogni uomo. Maria si fa portavoce di questo annuncio: “Cristo è vivo e ci precede in Galilea”.
- Pubblicità -
Sì, proprio Galilea delle genti, perché ormai è in tutti e prendendo le sembianze di chiunque che il Risorto si manifesta. E se lui, come alla Maddalena e agli apostoli, ci da gli occhi per riconoscerlo è perché noi diventiamo Galilea del Risorto e angeli dell’annuncio pasquale per ogni uomo in cerca dell’albero della Vita.
Ascolta “don Massimiliano Scalici – Commento al Vangelo del 20 Aprile 2025” su Spreaker.Trascrizione dell’audio non rivista.
Papa Francesco indetto il giubileo del 2025 con una frase tratta dalla lettera di san Paolo apostolo ai romani: Spes non confundite ossia la speranza non ti fa vergognare, non ti mette in imbarazzo. E’ chiaro che la speranza di cui parla l’apostolo non è di questo mondo, ma una speranza incorruttibile che viene da Dio e che soprattutto viene incontro all’uomo. Se le speranze umane sono da raggiungere, questa invece è lei a raggiungerci. E ci viene incontro perché è una persona, Gesù Cristo, morto e risorto. Per tale motivo il Papa auspica che questo Giubileo sia un tempo di incontro vivo e personale con Cristo, porta di salvezza e nostra speranza.
La celebrazione della Pasqua è un’occasione privilegiata dell’incontro vivo e personale con Cristo poiché Egli viene a noi nello stesso modo in cui si è fatto incontrare dagli Apostoli e da tutti I discepoli della storia cioè nel modo sacramentale questo perché il corpo umano di Gesù fa di lui il sacramento del Padre. 3 sono le principali mediazioni sacramentali con le quali il Signore ci viene incontro: La prima forma è la parola rivelata prima al popolo di Dio e poi alla Dio si è fatto parola, si è cioè imparòto. Ebbene, ogni volta che si aprono I libri delle Sacra Scrittura e ascoltiamo la parola, Dio apre a noi la sua porta e ci fa incontrare il suo verbo: Gesù fatto uomo e perciò fatto parola umana. La seconda forma sacramentale sono gli stessi sacramenti che culminano nell’Eucaristia. Ogni volta che partecipiamo alla mensa del Signore è lui che incontriamo.
Infine la terza forma sacramentale che Gesù assume sono I fratelli, non solo quelli con I quali condividiamo la grazia del battesimo e della fede cristiana, ma anche ogni persona che incontriamo sul nostro cammino è l’esperienza domenicale festiva di tutte le comunità cristiane luoghi dell’incontro con Cristo risorto come pure quella quotidiana della vita sociale nel mondo luogo anch’esso dell’incontro con il risorto. Del resto le pagine dei vangeli pasquali non ci narrano della manifestazione di Gesù risorto nel segno della parola, dell’eucarestia e del volto umano delle persone che questi 8 giorni di gioia pasquale siano per ciascuno di noi il momento privilegiato per un incontro vivo e personale con il Cristo risorto che ci spalanca la porta di Dio ma anche l’occasione perché noi stessi spalanchiamo a Cristo la porta giubilare della nostra vita. Il giubileo infatti non è solo il nostro attraversamento della porta santa che è Cristo ma è anche l’attraversamento di Cristo di un’altra porta che egli vuole santificare con il suo passaggio. Il cuore nell’uomo, la vita di ciascuno di noi. Fenice Pasqua di resurrezione e di vita nuova nel Signore risorto a tutti voi amici.
Qui anche il video commento di qualche anno fa.
don Massimiliano Scalici dal suo canale Telegram.
