Tre giorni di amore totale, unico, incomprensibile, incommensurabile. Hanno inizio oggi. Il giovedì Santo. Non un giorno come gli altri. Giorno in cui si consuma il tradimento faccia a faccia con l’Amore. Giuda è l’impurità lì in mezzo a quella cena. Impuro perché non sa amare. E non vuole amare. Ha deciso di tradire.
Ed ecco il gesto sorprendente di Gesù: si spoglia delle vesti e si cinge un grembiule, e inginocchiato lava i piedi ai suoi discepoli. Di fronte al tradimento Gesù risponde con l’amore. Lavare i piedi significa innanzitutto spogliarsi di se stessi, del proprio ego e vanagloria, del proprio potere. E poi mettersi a servire la vita dell’altro, dichiararsi disponibili. Gesto dei servi verso i loro padroni.
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Amare ciò che non è amabile, ciò che è sporco di noi, come i piedi, ciò che tiene in piedi la nostra vita, qualunque cosa sia.
È un segno, un esempio che Gesù dona ai suoi che non sanno amare. Imparare ad amare servendo gli altri. L’amore non si impara a tavolino, in una dottrina, ma amando, come pregare si impara pregando e come camminare si impara camminando.
Questa sera celebriamo l’amore nel dono immenso dell’eucarestia celebrata e adorata.
Davanti al Maestro e Signore impariamo in silenzio cosa significa sentirsi amati da Dio e amare Dio, gli altri, noi stessi.
E capiremo quanti siamo impuri e bisognosi e essere purificati dalla sua misericordia.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
