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don Roberto Fiscer – Commento alle celebrazioni del Triduo Pasquale 2025

Questo video presenta una spiegazione delle celebrazioni del Triduo Pasquale attraverso le parole di Don Roberto Fiscer.

Il Giovedì Santo è descritto come “l’ora regale” dell’Eucaristia, quando Cristo entra nel cuore dei fedeli. Il Venerdì Santo è caratterizzato come “l’ora del per te”, ricordando il sacrificio di Gesù sulla croce alle ore 15.

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L’ora della Resurrezione, non precisamente definita nei Vangeli, è associata al momento del Battesimo, la rinascita in Cristo. Questo momento segna l’inizio di un cammino verso la santità, con l’Eucaristia come autostrada e il Battesimo come biglietto per il cielo.

Trascrizione, non rivista, del video.

Amici, siamo arrivati alla Pasqua. Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta. Ci si arriva per gradi, per posizioni. Partiamo dalla terza: il Giovedì Santo. Ah, l’ora regale! Come l’ora regale? Non c’è l’ora legale, l’ora solare. E il sole sorge, a che ora sorge il sole? Il sole sorge quando Gesù viene ad abitare nel nostro cuore: l’Eucarestia. Il Giovedì Santo, eccola l’ora regale, l’ora in cui il re viene nel nostro cuore.

Giovedì Santo noi viviamo proprio questo e ogni messa viviamo l’ora regale. Sorge il sole nel nostro cuore, che bello! Terza posizione, che regalo che ci ha lasciato Gesù: quest’ora che, quando vogliamo, se siamo pronti, la luce nel nostro cuore sorge come un sole, ci viene a visitare Gesù nella Santa Messa, l’Eucaristia, l’ora regale.

Seconda posizione: un’altra ora è l’ora nona, quando Gesù il Venerdì Santo dà la vita per noi, si offre per noi. Gli inglesi parlano dell’ora del tè, di solito è tra le 15:30 fino alle 17:00. Noi sappiamo che l’ora del tè sono le 15:00, è l’ora del per te, l’ora in cui Gesù ha dato la vita per te, l’ora del “per te”, no, l’ora del tè. C’è un’ora in cui qualcuno dà la vita per te, anche se ti senti solo, sola, abbandonato, abbandonata, c’è qualcuno che dà la vita per te e quell’ora sono le 3:00 del pomeriggio di Venerdì Santo. Prenditela questa quest’ora, fermati un attimo e ripeti: “Per me, per me“. E Gesù per te, per te. È l’ora del “per te”.

Seconda posizione. Veniamo alla prima posizione: eh, qui non c’è un’ora precisa, è l’ora della resurrezione. Eh, perché? Perché i Vangeli non ci dicono quando Gesù risorge, ci raccontano di quando le donne e poi i discepoli arrivano e trovano il sepolcro vuoto. Ma perché non c’è l’ora? Qualcuno dice a mezzanotte, qualcun altro dice all’alba, boh. Forse perché il Signore ci vuole dare un esercizio da fare: sì, andare dal nostro parroco dove siamo stati battezzati e chiedergli: “Don, scusa, mi puoi dire l’ora in cui sono stato battezzato?”. Perché è bello sapere il giorno, ma anche l’ora. Quella è l’ora della resurrezione, il giorno in cui tu sei risorto in Cristo, in Gesù, e Gesù risorge in me in quel momento, il giorno del battesimo.

Io mi tuffo in quel fonte battesimale e lì lascio la parte vecchia di me, quella segnata dal peccato, e nasce l’originale, la fotocopia rimane lì ed esce fuori l’originale, e l’originale è come ti ha pensato Gesù. E Gesù ci ha pensati come da risorti, da persone risorte, da persone che vivono per qualcosa di grande, da persone che hanno lo sguardo rivolto verso il cielo. Il cielo è la mia casa, io qui sono pellegrino e nella valigia, nello zaino porto solo atti d’amore, come diceva Madre Teresa di Calcutta.

Eccola l’ora della resurrezione, l’ora in cui io ho ricevuto in dono questa possibilità, la possibilità di diventare santo e il biglietto per il cielo. Carlo Acutis nell’Eucarestia trovava l’autostrada per il cielo, ecco il battesimo è questo biglietto, l’autostrada è la via per raggiungerlo e nelle varie piazzole di sosta, Autogrill, io mi fermo non per rallentare questa corsa, ma per prendere per mano quelli che faticano e arrivarci insieme, santi insieme. Ma tutto è nato lì, il giorno in cui sono stato battezzato, questo viaggio, questa avventura, l’ora della resurrezione. Allora andiamo dai nostri parroci: a che ora sei risorto Gesù?

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