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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 20 Aprile 2025

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 20 aprile 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

Don Fabio Rosini si focalizza sul racconto della tomba vuota e sulla successiva predicazione di Pietro a Cornelio negli Atti degli Apostoli.

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Continua dopo il video.

https://youtu.be/JXwkYOFtuuc

Don Fabio evidenzia come la resurrezione non sia una semplice opposizione alla morte, ma la trasformazione del male operata dall’amore di Dio. Sottolinea che la tomba vuota invita a continuare la ricerca, spostando l’attenzione dal peccato alla risposta divina di amore in Cristo risorto. Questo evento pasquale dimostra che l’amore di Dio ha l’ultima parola, trasformando ogni sofferenza in luce e offrendo una vita eterna come figli di Dio.

I temi centrali relativi alla resurrezione di Gesù Cristo presentati da don Fabio sono i seguenti:

  • L’inatteso racconto evangelico della Pasqua: Contrariamente alle aspettative di incontrare immediatamente il Cristo risorto, la liturgia pasquale propone il racconto di Maria di Magdala che trova il sepolcro vuoto e informa Pietro e l’altro discepolo. Questo crea una situazione di sorpresa e di ricerca iniziale, in cui il corpo del Signore non è presente.
  • La continuità tra la passione e la resurrezione: La resurrezione non è presentata come un’opposizione di Dio al male compiuto dagli uomini nei confronti di Gesù, ma come la continuazione del Suo amore e del Suo piano di salvezza. Il male inflitto a Gesù non è l’ultima parola, perché Dio trae la salvezza proprio da quel male. La congiunzione “ma” presente in alcune traduzioni del testo biblico (Atti 10, 39-40) può essere fuorviante, suggerendo un’opposizione tra l’uccisione di Gesù e la Sua risurrezione da parte di Dio. In realtà, il testo sottolinea una continuità: “uccisero questo Gesù, Dio lo ha risuscitato”. Questo concetto è analogo a quanto espresso negli annunci della passione, dove si dice che Gesù sarà ucciso e risorgerà.
  • La trasformazione della morte in un nuovo inizio: La resurrezione trasforma la morte da un punto fermo a una virgola, indicando che la storia e la vita continuano. La morte non ha l’ultima parola, e la vita, così come il bene, proseguono. L’ultima parola è quella di Dio, che è eterna e rappresenta un inizio infinito.
  • La preminenza dell’amore di Dio sul peccato: Il vuoto del sepolcro trovato da Maria, Pietro e Giovanni è un segno che spinge a continuare la ricerca. L’analisi del peccato non è più centrale; l’attenzione si sposta su come Dio ha risposto al peccato attraverso il Suo amore. Questo amore non si contrappone al peccato, ma lo assume e lo trasforma in luce. La capacità di Dio di lasciarsi crocifiggere e risorgere e di assumere la vita umana la trasforma in una vita da figli di Dio.

In sintesi, don Fabio evidenzia come la resurrezione sia non solo la celebrazione centrale della fede, ma anche un evento che inaspettatamente si presenta attraverso un’assenza (il sepolcro vuoto) per sottolineare la continuità dell’amore divino oltre la morte e il peccato, trasformando la fine in un nuovo, eterno inizio.

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