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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 Aprile 2025

Gesù continua a ripetere che è di lassù, che “voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo”. Dice che “morirete nel vostro peccato”, cioè nel non credere alle sue parole, nell’essere distanti da chi è fonte di vita. Gesù insiste nel tentativo di mostrare loro chi realmente è.

Dice per ben due volte «Io sono», che richiama la rivelazione divina. Ma nessuno comprende, nessuno è capace di comprendere…

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Non credere all’«Io sono» di Gesù significa negare che la realtà divina è manifestata in lui. Accogliere, credere a Gesù, sta nel mostrarsi aperti “all’innalzamento” di Gesù. Solo quando riconosceranno la sua perfetta obbedienza al Padre fino alla morte di croce, all’innalzamento, capiranno l’«Io sono» di Gesù, la sua vera natura.

L’offerta della propria vita da parte di Gesù è un ponte gettato a chi sembra destinato alla “morte”, perché possa entrare nella vita.

Per riflettere

Il riconoscere Dio come Padre di tutti, come ci fa percepire gli altri? Come ci relazioniamo con loro? Cosa ci impedisce di riconoscere ogni persona come figlia e figlio di Dio?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi