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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 6 Aprile 2025

«En mesō», vale a dire: al centro, in mezzo. Se al versetto 3 sono gli scribi e i farisei a “mettere in mezzo” l’adultera, al versetto 8 resta al centro quella che è un persona già da sempre perdonata. Sola, con il solo: Gesù. L’unico che vede, e che ci aiuta a vedere, nell’accusata non una peccatrice da condannare a morte, ma una donna: una sorella capace di fedeltà, nonostante eventuali ferite, sofferenze, e piccoli o grandi tradimenti.

Che poi, siamo sicuri che il suo tradimento fosse pienamente consapevole, con il corpo, con la mente e con il cuore? E dobbiamo starcene a quanto dicevano gli accusatori, cioè che era stata colta in flagranza di adulterio? E dov’è, allora, l’eventuale adultero maschio? Siamo sicuri che la loro testimonianza fosse legalmente valida e non piuttosto un pretesto per far fuori una voce scomoda, come tante altre storie – pure Susanna tra i vecchioni – purtroppo ci ricordano?

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Era stata messa al centro per essere tolta di mezzo; ora quella stessa centralità, senza più i vecchioni accusatori, diventa segno della sua dignità ritrovata. Dignità di signora, di donna, di Figlia di Dio capace, agli occhi speranzosi quanto incoraggianti di Gesù, persino di credere di poter vivere senza mai più perdersi nel peccato.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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