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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2025

Oggi riviviamo con un giorno di festa l’Annunciazione a Maria da parte dell’angelo Gabriele. Nel brano del Vangelo si precisa un luogo e un tempo esatto in cui Dio manifesta il suo progetto. È un “qui e ora” che delinea il punto di partenza di una nuova alleanza, costruita con l’assenso di una giovane donna, promessa sposa.

Anche noi possiamo ricevere il primo saluto dell’angelo come un invito a rallegrarci per la scelta libera di Maria di accogliere nel suo grembo e custodire fino alla sua nascita Gesù, il bambino Figlio dell’Altissimo.

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Quanto è umana Maria quando rimane molto turbata e non comprende da subito le parole straordinarie che le sono rivolte: “Il Signore è con te”? In risposta l’angelo la rassicura e la chiama per nome, ripetendole che la grazia di Dio l’accompagna. Il Figlio che concepirà è colui che porterà il regno senza fine, nel quale persino la morte è sconfitta.

Maria chiede ancora spiegazioni, è piena di stupore, si chiede “come è possibile”. Come nella creazione lo Spirito di Dio ha dato vita a tutte le cose, così il Figlio si farà creatura. L’ombra dell’Altissimo è un richiamo alla nube santa che, durante il cammino dell’esodo, si fermava sull’arca dell’alleanza, che indicava la presenza di Dio nel popolo.

Maria, quindi, è la nuova tenda santa: con il suo «sì» alle parole dell’arcangelo Dio riceve una dimora in questo mondo. Colui che l’universo non può contenere prende dimora nel grembo di una vergine. Questo è l’impossibile a cui la nostra fede chiama a rispondere come Maria: “Avvenga per me secondo la tua parola”.

Per riflettere

Qual è la vocazione che ci è stata riservata? Ripensiamo al senso della nostra vocazione, nella famiglia o nel lavoro, e proviamo a rispondere come Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi