Un Dio che spera in noi
Dinanzi a eventi tragici e fatti di cronaca, specialmente quando la morte ci tocca da vicino, la tentazione è di pensare sempre e solo alle responsabilità degli altri, al destino, perfino a Dio che avrebbe inviato una sua punizione.
Gesù rifiuta in modo categorico questa interpretazione: Dio non manda né prove, né sofferenze né castighi. Piuttosto siamo invitati a guardarci dentro per vedere quelle radici di male, di egoismo e di violenza che generano fatti del genere.
- Pubblicità -
Bisogna convertirsi, cambiare modo di pensare, di essere, di agire, di amare. E abbiamo speranza nel farlo anche quando non portiamo frutto, perché Dio non taglia l’albero di fichi inaridito; lo lavora ancora, lo concima, si prende cura di noi con premura, sperando che porteremo frutto nel domani. Dio spera in noi.
E noi, cosa aspettiamo a convertirci a Lui?
