Due logiche, due diverse prospettive: da un lato quella dell’Amore, l’amore di un Dio che continua, nonostante tutto, a mandare qualcuno alla vigna, persino suo figlio e sapendo le conseguenze di ciò dona ancora l’occasione ai contadini di convertirsi dalla loro malvagità; dall’altro lato la visione dell’interesse, di chi è convinto che prestigio e ricchezza possano spiegare la propria vita e costituire la felicità, il potere.
Eppure la logica dell’Amore è devastante: ciò che viene scartato, ucciso, flagellato e crocifisso: ciò che, nella visuale dell’interesse, è una sconfitta viene eretto a vincitore assoluto, a pietra d’angolo, a colonna portante di tutta la struttura, colui senza il quale Nulla ha più Senso. Nella vita le due logiche si contrappongono, a tal punto che una vittoria può sembrare una sconfitta e viceversa, a tal punto che la morte può sembrare la fine di tutto, mentre invece è solo l’inizio.
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E quei contadini che avevano tradito lo spirito del loro servizio erano proprio loro, erano proprio i farisei, ormai governati dalla logica dell’interesse a tutti i costi, dell’eredità a scapito dell’omicidio. Questo è il grande capovolgimento di Cristo: un Regno di Dio fondato sull’Amore e non fondato sull’interesse del potere, sulla logica del mondo. Auguriamoci di aprire gli occhi del cuore e di fondare il Regno di Dio sull’amore, quello vero, quello che il nome proprio di Gesù.
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