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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 20 Marzo 2025

Qualche mese fa ha fatto il giro del web una foto scattata in una metropolitana asiatica: un uomo ben vestito, assorto nel suo smartphone, sedeva accanto a un senzatetto avvolto in una coperta sporca. I due erano vicinissimi, ma separati da un abisso invisibile. Se ci pensi, non è solo una scena di cronaca: è la nostra quotidianità. Viviamo affiancati, ma spesso senza vederci davvero.

Nel Vangelo di oggi, Gesù racconta di un uomo ricco che veste di porpora e banchetta ogni giorno, mentre un povero di nome Lazzaro giace alla sua porta, coperto di piaghe. Il ricco non lo maltratta, non lo caccia: semplicemente lo ignora. E questo è il punto. Il problema non è la ricchezza, ma l’indifferenza.

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Quante volte siamo il ricco epulone? Non perché abbiamo soldi, ma perché ci isoliamo nelle nostre bolle, nei nostri problemi, nei nostri social, mentre accanto a noi qualcuno chiede attenzione, ascolto, dignità. La povertà più grande non è quella materiale, ma l’essere invisibili agli altri.

A proposito di dettagli storici, sapevi che il colore porpora nel tempo di Gesù era ottenuto da un mollusco rarissimo e costava una fortuna? Solo i potenti potevano permetterselo. Ma il vero lusso, oggi come allora, non è l’abito che indossi, ma la capacità di accorgerti dell’altro.

Nei rapporti di oggi l’indifferenza è il grande virus: ci basta un “visualizzato” senza risposta per sentirci trasparenti, un invito ignorato per dubitare di noi stessi. Eppure, la Quaresima è il tempo giusto per ribaltare questa dinamica: aprire gli occhi, fare spazio, passare dal “non mi riguarda” al “ti vedo, sei importante”.

  • E tu, quale distanza scegli?

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE