La settimana scorsa, come ogni anno in Quaresima, la liturgia ci ha proposto la riflessione sulle “tentazioni” di Gesù. Oggi, seconda domenica di Quaresima, ci propone il Vangelo della Trasfigurazione di Gesù. Quasi a farci riflettere sul nostro modo di vivere terreno, fatto di un continuo combattimento per giungere davvero alla nostra meta: la trasfigurazione della nostra realtà umana in quella divina.
Che cosa significa trasfigurare? La Parola stessa ce lo dice: andare oltre la figura. Cioè oltre l’umano. Ma per trapassare l’umano, dobbiamo averlo questo “spessore”. La nostra società si dimostra sempre più disumanizzata e disumanizzante. Sta venendo meno la nostra umanità. Questo ci impedisce di trasfigurarci. Il divino che è in noi può emergere solo attraverso la nostra umanità, che è stata redenta da Gesù.
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E la Trasfigurazione non è solo la meta finale del nostro percorso terreno, ma è attuale, quotidiana. Ogni giorno ho la possibilità di trasfigurarmi. Cioè di far vedere, attraverso di me, la presenza di Dio che è Luce! Attraverso di me, gli altri possono vedere la bontà di Dio, la sua misericordia, la sua tenerezza, la sua umiltà, il suo amore.
Come si fa a trasfigurarci ogni giorno? Lo dice questa pagina: attraverso l’ascolto della Parola di Dio. Il Padre dice ai discepoli in questa teofania: “Questi è mio Figlio, l’amato, ascoltatelo”. È l’ascolto della Parola che trasfigura la nostra umanità. Quella Parola che serve per il nostro combattimento spirituale, come ci ha insegnato Gesù attraverso la vittoria su ogni tentazione che cerchi di non farci trasfigurare, cioè di farci uscire dal disegno d’amore di Dio per noi.
Oggi provo a testare la mia trasfigurazione. E per farlo rifletto sulla mia umanità. Se sono sotto la soglia… non potrò mai trasfigurare la mia vita. Se sono luce per me e per gli altri, restituendo Bellezza ai miei giorni e a chi mi passa accanto, allora la mia trasfigurazione è iniziata.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
