mons. Vincenzo Paglia – Commento al Vangelo del 16 Marzo 2025

Domenica 9 Febbraio 2025 - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 9,28b-36/tag/lc-5-1-11">Lc 5,1-11

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La Quaresima non รจ un tempo qualsiasi.ย รˆ un periodo durante il quale, pur continuando la nostra vita ordinaria, siamo chiamati a riconsiderare il nostro rapporto con Dio. Per questo ci รจ chiesto di digiunare dalle solite cose, di nutrirci di piรน del Vangelo, di rafforzare la nostra preghiera, di intensificare la nostra caritร  verso i deboli e di convertire il cuore al Signore.

Questi giorni che ci separano dalla Pasqua possono essere giorni di un vero e proprioย cammino interiore. Potremmo paragonarli al cammino che Gesรน compie dalla Galilea sino a Gerusalemme. Stare con lui, accompagnarlo nelle prossime domeniche, lasciandosi guidare dalle sue parole e dal suo esempio, รจ il modo migliore per far crescere in noi gli stessi sentimenti di Gesรน.

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Il Vangelo che abbiamo ascoltato, continuando lโ€™itinerario verso la Pasqua, ci presenta Gesรน che sale sul monte assieme ai tre discepoli a lui piรน legati: Pietro, Giacomo e Giovanni. Anche noi oggi siamo stati condotti in un luogo alto, piรน alto di quello ove ci tengono legati le nostre abitudini egoistiche e meschine. La Liturgia della domenica non รจ un precetto e neppure lโ€™adempimento di un rito: รจ lโ€™essere strappati dal proprio egocentrismo ed essere portati piรน in alto.

Il Vangelo scrive: โ€œLi prese con sรฉโ€. รˆ a dire che li strappรฒ da se stessi per associarli alla sua vita, alla sua vocazione, alla sua missione, al suo cammino. Gesรน non ama camminare da solo, non concepisce se stesso come un eroe solitario, condannato a essere superiore a tutti. Egli si lega a quel gruppetto di uomini, impasta la sua vita con la loro, pur sapendo che sono deboli, fragili, limitati e limitanti, ma forse proprio per questo li prende e non li lascia indietro, anche se non sempre capiscono. Gesรน รจ il vero pastore: non si stanca di stare con i suoi; li porta sempre con sรฉ.

Quel giorno li condusse in alto, sul monte, per pregare. Non ci รจ dato conoscere la profonditร  e la forza dei sentimenti di Gesรน in questi momenti. Ma la descrizione della trasfigurazione ci fa โ€œvedereโ€, o almeno intuire, cosa Gesรน provasse. Scrive lโ€™evangelista che โ€œmentre pregava, il suo volto cambiรฒ dโ€™aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgoranteโ€ (Lc 9,29). Era tale il mutamento del volto che ebbe riflesso anche nelle vesti. Gli evangeli ci parlano una sola volta della trasfigurazione; ma non รจ azzardato pensare che Gesรน, ogni volta che si poneva in preghiera, si trasfigurasse, cambiasse dโ€™aspetto.

Quel giorno la preghiera divenne anche colloquio con Mosรจ ed Elia sulla โ€œsua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemmeโ€. Forse Gesรน, in una veloce sintesi, ha visto tutta la sua vicenda storica intuendone anche la tragica fine. I discepoli stavano lรฌ accanto, oppressi dal sonno. Fecero di tutto per non lasciarsi dominare dal sonno: restarono svegli e videro la gloria di Dio, compresero chi era Gesรน e quale rapporto aveva con il Padre. Davvero valeva la pena continuare a fissare quel volto cosรฌ diverso dalle facce degli uomini. Dalla bocca di Pietro uscรฌ unโ€™espressione di gratitudine e di stupore: โ€œMaestro, รจ bello per noi stare qui. Facciamo tre tende: una per te, una per Mosรจ, una per Eliaโ€. Forse sragionava, ma era colpito da quella visione.

Una nube avvolse i tre discepoli ed ebbero paura. Subito si udรฌ una voce dal cielo: โ€œQuesti รจ il Figlio mio, lโ€™eletto; ascoltateloโ€. Nella nube e nei momenti di paura si fa chiara una voce: il Vangelo che indica colui sul quale riporre la nostra speranza. Subito i tre, aprendo gli occhi, non videro altri che Gesรน solo. Sรฌ, solo Gesรน รจ maestro della vita; solo lui puรฒ salvarci. Fu, senza dubbio, unโ€™esperienza incredibile per quei tre poveri discepoli; ma puรฒ essere anche la nostra esperienza se ci lasciamo condurre da Gesรน che ci stacca dal nostro egoismo per attrarci alla sua stessa vita.

Parteciperemo a realtร  e a sentimenti piรน grandi, e gusteremo un modo diverso di vivere. La nostra vita e il nostro cuore si trasfigureranno, diventeremo piรน simili a Gesรน. Lโ€™apostolo Paolo, con le lacrime agli occhi, lo ricorda ai Filippesi: il Signore Gesรน โ€œtrasfigurerร  il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo gloriosoโ€ (Fil 3,20). La trasfigurazione รจ la rottura del limite; รจ contemplare quanto รจ buono il Signore, quanto sono ampi i suoi orizzonti, quanto sono profonde le esigenze del Vangelo. Questa santa Liturgia ci ha fatto vedere e ascoltare Gesรน. Restiamogli uniti, scendiamo dal monte ed entriamo con lui nella settimana che viene. Non saremo soli a camminare, Gesรน sarร  con noi, luce, forza, consolazione, sostegno, per continuare il nostro cammino verso la Pasqua.

Fonte

Qui tutti i commenti al Vangelo delle domeniche precedenti di mons. Vincenzo Paglia

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