p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 15 Marzo 2025

Commento al brano del Vangelo di: Mt 5,43-48

Data:

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SANTITร€ TERRESTRE

Siate perfetti come il Padre (Mt 5,48),
siate santi perchรฉ io, il Signore, sono santo (Lev19,2).

Santitร ,
perfezione,
parole che ci paiono lontane,
per gente che fa un’altra viยญta, dedita alla preghiera e alla contemplazione.

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E invece quale concretezza nella Bibbia:
non coverai nel tuo cuore odio verso tuo fratello,
non serberai rancore,
amerai il prossimo tuo come te stesso (Lev 19,17-18).

La concretezza della santitร :
niente di astratto,
lontano,
separato,
ma il quotidiano,
santitร  terยญrestre
che profuma di casa,
di pane,
di gesti.
E di cuore.

Siate perfetti come il Padre.
Ma nessuno potrร  mai esserlo, รจ come se Gesรน ci domandasse l’imยญpossibile.

Ma non dice ยซquanto Dioยป bensรฌ ยซcoยญme Dioยป, con quel suo stile unico, che Gesรน traยญduce in queste parole:

siate come Lui che fa sorยญgere il sole sui buoni e sui cattivi.

Mi piace tanto questo Dio solare,
luminoso,
poยญsitivo,
questo suo far sorgere il sole su buoni e catยญtivi.

Cosรฌ farรฒ anch’io,
farรฒ sorgere un po’ di soยญle,
un po’ di speranza,
un po’ di luce,
a chi ha soยญlo il buio davanti a sรฉ.

Trasmetterรฒ il calore della tenerezza,
l’energia della solidarietร .

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Testimone che la giustizia รจ possibile,
che si puรฒ credere nel sole anche quando non splende,
nell’amore anยญche quando non si sente.

C’รจ un augurio che riยญvolgo ad ogni bambino che battezzo, quando il papร  accende la candela al cero pasquale:

che tu possa sempre incontrare,
nei giorni spenti,
chi sappia in te risvegliare l’aurora.

Quante volte ho visto sorgere il sole dentro gli occhi di una perยญsona: bastava un ascolto fatto col cuore,
un aiuยญto concreto,
un abbraccio vero!

Amate i vostri nemici.
Fate sorgere il sole nel loยญro cielo;
che non sorgano freddezza, condanna, rifiuto, paura.

Potete farlo anche se sembra imยญpossibile.
Voi potete non voi dovete. Perchรฉ non si ama per decreto.
Io ve ne darรฒ la capacitร  se lo desiderate,
se lo chiedete.

Allora capisco e provo entusiasmo.
Io posso (poยญtrรฒ) amare come Dio!

E sento che amando reaยญlizzo me stesso,
che dare agli altri non toglie a me,
che nel dono c’รจ un grande profitto,
che rende la mia vita piena,
ricca,
bella,
felice.

Daยญre agli altri non รจ in contrasto col mio desiderio di felicitร ,
amore del prossimo e amore di sรฉ non stanno su due binari che non si incontraยญno mai,
ma coincidono.

Dio regala gioia a chi produce amore.
Cosa significano allora gli imperativi: amate, preยญgate, porgete, prestate.

Sono porte spalancate verยญso delle possibilitร , sono la trasmissione da Dio all’uomo di una forza divina,
quella che guida il sole e la pioggia sui campi di tutti,
di chi รจ buoยญno e di chi no, la forza solare di chi fa come fa il Padre,
che ama per primo,
ama in perdita,
ama senza aspettarsi contraccambio alcuno.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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