Anche noi, ancora oggi, come la generazione di Gesù, cerchiamo “segni” da parte di Dio. Il segno della sua Presenza, della sua Onnipotenza, della sua Giustizia. Meno il segno della sua misericordia, soprattutto verso gli altri. Vogliamo ancora un Dio giudice che divida i buoni dai cattivi, che premia i primi e castiga i secondi.
Ma siamo fuori strada. La folla si accalcava intorno a Gesù per avere segni di guarigione, liberazione, nutrimento (come la moltiplicazione dei pani e dei pesci). Insomma, Gesù, per essere creduto il Messia, doveva provarlo. Gesù invita questa gente a considerare il segno di Giona.
Qual è questo segno? Il segno è duplice, come il diritto e rovescio di una medaglia: la predicazione di Giona che invita alla conversione, e il suo rimanere nel ventre della balena per tre giorni prima di esserne sputato fuori. Cioè, la Parola di Dio che ci porta, se ascoltata, cioè obbedita, alla nostra conversione (mistero continuo di morte e resurrezione).
Questa è la sapienza da avere nel nostro rapporto con Dio, che è superiore anche a quella di Salomone, della quale tutti erano assetati ed estasiati, compresa la regina proveniente dall’Egitto, che va da lui per la sua fama di re sapiente come nessuno.
Il focus posto da Gesù è sull’ascolto della Parola. Gli abitanti di Ninive, infatti, si convertirono a ciò che diceva Giona.
E allora, dopo che Gesù è morto e risorto e vive con noi nella sua Parola e sotto le specie eucaristiche, che segno vogliamo ancora? Siamo ciechi. Siamo anche noi come quella generazione cattiva di cui parla Gesù, cioè che non entra nella volontà di Dio, nella sua Sapienza e Presenza?
Il periodo quaresimale ci offre l’opportunità di un ascolto più profondo della Parola di Dio, che sollecita in noi il desiderio di ascoltare la sapienza di Dio, che rende la nostra vita piena di senso. Oggi misuro nel mio cuore il desiderio di incontrare Gesù nella Parola, come la regina di Saba con Salomone ci ricorda, e vedo quanto ancora mi manca per un ascolto quotidiano profondo della Parola, che mi può fare passare da morte a vita.
Nessun segno. Sono io il segno di una generazione buona, che ascolta l’unico Buono.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
