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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 5 Marzo 2025

Vangelo di Marco – Mt 6,1-6.16-18

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore.

Un gesto semplice e forte, quello dell’imposizione delle ceneri, per fare memoria di ciò che siamo. Inizia la quaresima, tempo dell’autenticità.

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Un’altra quaresima, un’altra opportunità che ci doniamo per mettere ordine nelle nostre vite, così spesso travolte dalle cose da fare, dalla quotidianità che ci riempie ogni spazio, ogni possibilità di condurre le nostre esistenze là dove avremmo voluto.

No, non siamo vittime sacrificali della nostra civiltà, siamo uomini e donne liberi che ancora devono acquisire definitivamente una libertà interiore che ci permetta di vivere ogni situazione orientandola verso l’assoluto.

Sono io il timoniere della mia barca, sono io il capitano della mia vita. Non dipende da me la condizione del mare, non posso pretendere che sia sempre calma piatta, né scegliere di rimanere ancorato in porto per la paura di avventurarmi. Quello che posso fare è non farmi trasportare dalla corrente, non seguire, passivo, il vento che mi porta al largo o, peggio, mi sfracella contro gli scogli.

Questo tempo, allora, mi aiuta a fare il punto nave, usando la Parola come bussola, per capire dove sto andando. La quaresima diventa ancora una volta l’occasione per fermarci e per guardare verso Dio, per poi guardare verso la nostra vita e vedere cosa ancora va purificato, cosa va mortificato, cosa va vivificato.

Senza inventarci improbabili fioretti da fare, evitando di accogliere quelli che la vita sempre ci mette sulla strada! Un tempo che ci diamo finché l’anima riesca a raggiungerci. Un tempo in cui la preghiera più intensa, l’elemosina come condivisione, il digiuno come ritorno all’essenziale, ci aiutano a fare chiarezza.

E nel rito di oggi la Chiesa ci ricorda che fra cento anni saremo, tutti, solo polvere. Potenti, violenti, super-ricchi, arroganti, grandi campioni, starlette… Tutti solo polvere.

E questo non per deprimerci ma per risvegliarci, per spingerci a vivere la nostra vita con intensità e verità, per sapere distinguere cosa ci costruisce e cosa ci distrugge.

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Buon cammino di conversione!

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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