Un uomo corre incontro a Gesù, desideroso di sapere cosa fare per ottenere la vita eterna. È un momento di grande sincerità: quest’uomo, probabilmente benestante, ha una vita ordinata e osserva i comandamenti. Tuttavia, Gesù, fissandolo con amore, lo sfida a fare un passo ulteriore: lascia tutto, dallo ai poveri e seguimi. Il giovane, però, si allontana triste, perché possedeva molti beni.
Questa scena ci invita a riflettere sulla sincerità del nostro desiderio di seguire Gesù. Chiediamoci: “Sto davvero cercando Gesù, o sto cercando qualcosa per me stesso attraverso di Lui?”
Seguire Gesù non è un titolo da esibire, né un mezzo per emergere tra le persone. Non può essere solo una formalità. Gesù ci chiede molto di più: ci chiede il dono totale di noi stessi.
Questo dono non riguarda soltanto i beni materiali, ma le nostre sicurezze, i nostri progetti e anche la nostra immagine di noi stessi. Seguire Gesù significa avere il coraggio di fidarci di Lui, rinunciando a ciò che ci trattiene, per scoprire che “tutto è possibile presso Dio” (Mc 10,27).
Possiamo domandarci: “Cosa c’è nella mia vita che non riesco a lasciare? A cosa sono attaccato che mi impedisce di essere pienamente libero nel seguire il Signore?”
Gesù non ci chiede di rinunciare per privarci, ma per donarci qualcosa di infinitamente più grande: un cuore libero, capace di amare senza riserve. Come il giovane ricco, siamo anche noi davanti alla sua chiamata. Sarà una scelta difficile, ma con la grazia di Dio possiamo farcela.
Signore, aiutaci a comprendere il valore della tua chiamata. Rendici capaci di lasciar andare ciò che ci trattiene, di donarci completamente a Te e di scoprire la gioia di seguirti con cuore libero.
