Nei vangeli la guarigione dei ciechi viene presentata in opposizione alla incredulità. Come i farisei e gli scribi sono ciechi e non sanno riconoscere Gesù come il segno unico e definitivo dell’avvento del Regno, così sono ciechi i discepoli, che lo accompagnano nei miracoli ma non ne capiscono il significato.
La guarigione dei ciechi è il segno messianico per eccellenza. Ed è anche figura della fede, dello sguardo interiore che riconosce Gesù, lo chiama per nome, lo confessa come il suo Signore.
In questo brano la vista viene riacquistata in due tempi. Interessante la dinamica: non una illuminazione unica e improvvisa, ma quasi una terapia graduale. Prima si vedono delle forme confuse (uomini che sembrano alberi!) e solo dopo la vista viene ripresa in pieno.
Per riflettere
Forse noi siamo nella fase intermedia della guarigione del cieco? Riconosciamo Gesù, ci ha appena toccati con la saliva e imposto le mani: cominciamo a vedere qualcosa. Ma non tutto, vediamo i contorni ma non le figure, tutto è sfuocato e confuso. Forse non dobbiamo tentare da soli di mettere a fuoco le immagini. Forse è meglio chiedere, chiedere ancora.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
