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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 21 Gennaio 2025

Dopo le prime guarigioni e la vittoria sui demoni gli schieramenti cominciano a delinearsi. La gente comune sta con Gesù. Magari ci sta perché, insomma, chi può far le cose che fa Lui? E non necessariamente perché Lui è il figlio di Dio, un Dio destinato pure a dare scandalo andando a morire in croce.

Dall’altra parte si stanno organizzando i nemici, scribi e Farisei in prima linea, Sadducei quasi sempre al coperto, ma alla fine molto più temibili. Ieri l’accusa era di non osservare il digiuno ma oggi cominciano ad alzare il tiro.

Violare il sabato è trasgressione molto seria. Quando Gesù stesso afferma che della legge antica non cadrà neppure uno iota, se di quella legge avesse messo in file le norme, pensiamo che quella di santificare le feste non sarebbe certo stata fra le ultime.

Ma Gesù supera la legge antica, la completa, la chiarisce. Dio non ha bisogno che noi onoriamo il suo riposo, ha bisogno che noi riserviamo invece un tempo per nutrirci di Lui e della sua parola, per staccare la testa dal lavoro e dagli interessi (necessità, quest’ultima, ricordata da una Santa Vergine in lacrime a La Salette), per dedicarci ai rapporti umani, alla famiglia e pure a chi ha più bisogno. E pazienza se, per questi che sono gli obiettivi che contano, serve trasgredire qualche regoletta secondaria.

Per riflettere

Sono consapevole che “il precetto festivo” non è la sola partecipazione alla Santa Messa domenicale? Subito dopo torno ai “miei affari”?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi