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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 18 Gennaio 2025

Il miracolo della conversione del cuore nel vangelo di oggi vede protagonista un personaggio sicuramente importante: tal Levi/Matteo, di professione prima imbroglione e poi evangelista e santo.

Folgorato dalla chiamata di Gesù, lascia il banco delle imposte e un’occupazione piuttosto redditizia per seguire quel Rabbì di cui ormai tutti parlano e che subito invita ad una cena festosa con gli amici dalla reputazione dubbia. Dal banco delle imposte alla cena è anche un bellissimo percorso artistico tra due famose opere del Rinascimento italiano, due dipinti di Caravaggio e del Veronese, che testimoniano anche la forza evocativa di una rinascita morale così improvvisa e duratura.

Durante la cena di Gesù coi peccatori, i soliti scribi e Farisei trovano da ridire sulle frequentazioni di Gesù. Ma la risposta di Gesù è di quelle che poi rimangono fissate persino nel linguaggio comune. Ovvio per tutti che siano i malati ad aver bisogno del medico ma è mai possibile che Lui sia venuto anche per salvare truffatori, assassini, strozzini, e tutti quelli che “andrebbero messi in galera buttando poi via la chiave”?

L’insegnamento di Gesù è uno squarcio profondo di luce sul cuore del Padre, che vuole salvi tutti gli uomini, che sfrutta ogni minima occasione che l’uomo gli concede per gettare un salvagente. E va benissimo così. Perché forse non saremo truffatori (per non dir di peggio) ma è decisamente opportuno non presumere troppo riguardo la nostra collocazione nel reparto dei sani. Potremmo fare la fine del fariseo al tempio, persona veramente “perbene” ma che non fu giustificata.

Per riflettere

Mi capita spesso di pensare ad una condanna senza appello per quegli uomini che commettono azioni turpi? Se la società deve giustamente proteggere i più deboli e gli innocenti, rifletto sul fatto che Gesù è andato in croce per tutti e che ogni uomo può sempre riscattarsi, se si apre alla misericordia del Padre?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi