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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 19 Gennaio 2025

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 19 gennaio 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

https://youtu.be/_G_znh69n2c

Il commento di don Fabio analizza il miracolo delle nozze di Cana, interpretandolo come un simbolo del passaggio dalla banalità alla pienezza spirituale. Gesù, attraverso l’obbedienza dei servi alle istruzioni di Maria, trasforma l’acqua in vino, mostrando come la fedeltà alle piccole cose, ai “riti ordinari”, porti a grandi cambiamenti. L’episodio rappresenta la necessità di tornare all’essenza della fede, abbandonando l’insipidezza e la superficialità, per ritrovare la gioia e la pienezza della vita cristiana. Il miracolo non è un atto di potere di Gesù, ma un’azione compiuta dai servi che, obbedendo, diventano strumenti della grazia divina. Infine, invita a ricercare la “nuova qualità delle cose” in Cristo.

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Il Miracolo di Cana

Annotazioni basate sul commento di don Fabio.

Analisi del Vangelo della Seconda Domenica del Tempo Ordinario

Il commento di don Fabio analizza il Vangelo della Seconda Domenica del Tempo Ordinario, focalizzandosi sul miracolo delle nozze di Cana. L’omelia sottolinea diversi temi chiave:

1. La sponsalità come vocazione umana:

“l’uomo è chiamato per la sua chiamata alla vita, è chiamato alle nozze. La persona umana è chiamata alla sponsalità. […] A questo siamo chiamati tutti.”

L’uomo è chiamato alla sponsalità, intesa come capacità di donarsi e unirsi a qualcosa di più grande di sé. Questa chiamata può manifestarsi in diversi modi, sia nel matrimonio che nella dedizione a una missione o a un ideale.

2. Il rischio dell’insipidezza e della banalità:

“la festa, perde il vino, si prende una piega strana, la piega della insipidezza, c’è l’incolore, l’insapore che diventano la vita. […] succede nei matrimoni, succede nelle missioni e succede nelle comunità ecclesiali e succede in tante nostre esperienze umane e cristiane”

La vita rischia di perdere il suo sapore e la sua vivacità, diventando banale e insignificante. Questo accade quando si perde il senso dello straordinario, la passione e la gioia per le cose.

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3. L’intercessione di Maria e l’importanza dell’obbedienza:

“c’è una intercessione. La Beata Vergine Maria intercede per noi […] Lei dà la chiave della soluzione alle nostre insipidezze, la chiave della soluzione alle nostre banalità. Per tornare nella bellezza bisogna iniziare a fare quello che ci dice il Signore. “Fate quello che vi dirà. Qualunque cosa vi dica, Fatela, è il segreto della fede di Maria.”

Maria intercede per noi e ci indica la strada per uscire dall’insipidezza: l’obbedienza alla parola di Gesù. Solo facendo ciò che Lui ci dice possiamo ritrovare la bellezza e il senso della vita.

4. La cura delle piccole cose come fondamento della fede:

“La nostra fede crolla sulle cose piccole. […] In quella casa dove c’era la festa, il rito della purificazione non era osservato attentamente. Gesù dice, ‘Ricominciamo da lì. […] con lui si rientra nelle piccole cose, arrivano le grandi cose, torna il vino, il vino più grande.'”

La fedeltà nelle piccole cose, anche nei gesti quotidiani apparentemente insignificanti, è fondamentale per la nostra fede. È da lì che si costruisce la nostra relazione con Dio e si apre la strada alle grandi cose.

5. Il potere del cambiamento attraverso l’azione umana guidata da Dio:

“Gesù resta seduto, Gesù non fa niente. Il segno lo fanno i servi, il segno lo fanno i cristiani, il segno è nelle nostre mani. […] non faremo più come fanno tutti gli uomini, come fanno tutti. E faremo in una guisa diversa, secondo un’iniziativa diversa che è quella di Dio.”

Gesù non agisce direttamente, ma affida ai suoi discepoli il compito di compiere il miracolo. Il cambiamento avviene attraverso l’azione umana guidata dalla parola di Dio.

Conclusione:

Il miracolo di Cana ci insegna che la vera gioia e la pienezza di vita si trovano nell’obbedienza alla parola di Dio, nella cura delle piccole cose e nella disponibilità a lasciarci trasformare dalla sua grazia. Attraverso l’azione umana guidata dallo Spirito Santo, anche l’acqua più insipida può diventare il vino migliore.

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