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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Gennaio 2025

Ricomincia l’anno ordinario, dopo la parentesi dell’Avvento e del Natale. Smontato l’albero e il presepe, iniziamo il tempo liturgico e la settimana con un Vangelo di chiamata, di discepolato, un Vangelo in cui il Maestro ci raggiunge nella quotidianità e ci invita a seguirlo lasciando tutto.

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Perché passa, il Maestro. Passa e chiama, passa e scuote, passa e propone. Lo fa con persone semplici, pescatori, affatto abituati agli incensi e alle liturgie, consumati dalla fatica di un lavoro monotono e faticoso.

Passa al confine rappresentato da quel piccolo villaggio nella Galilea così lontana da Gerusalemme la Santa. La Galilea delle genti, dei gijim i pagani, così vicina alle città-stato dei pagani volute dai romani per infastidire i sovranisti di allora. Lungo il confine rappresentato dal mare, luogo oscuro e tenebroso per Israele, poco avvezzo alla navigazione.

Perché ha scelto di incarnarsi, di venire in mezzo a noi, e cerca alleati, amici, compagni di viaggio. Ma così è Dio, così è la nuova logica del Regno che esce dal tempio per camminare lungo le spiagge, che preferisce gli operai ai sacerdoti, che abbandona il tempo sacro per rendere santo ogni istante, anche quello lavorativo, anche questo lunedì dopo le feste.

Così è Dio che desidera chiedere aiuto, che cerca collaboratori, che vede discepoli fra persone che nemmeno lo conoscono. Esatto: chiama degli sconosciuti, non hanno fatto il seminario o un corso di teologia. Sono solo pescatori.

Così è Dio che non vuole accanto a sé dei devoti, che non usa linguaggi specifici, che esce dal recinto delle cerimonie e chiede ai suoi di essere uomini fino in fondo e di cogliere in ogni persona che incontrano, che incontriamo, quanto di umano li abita e di farlo fiorire.

Così agisce il Signore Gesù, costruttore di umanità piena e redenta. Passa, il Signore, là dove siamo, qui dove sei oggi. Passa e chiama anche te, così come sei, inadatto, dubbioso, stanco di iniziare una settimana di lavoro. Passa.

+++Commento tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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