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don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 5 Gennaio 2025

Data:

Siamo come “segugi” in cerca delle tracce di Dio!

Oggi vi guiderò nella lettura dei primi 18 versetti del IV Vangelo, attraverso la Rubrica dei 2minutiDiVangelo. Il testo di riferimento è molto conosciuto e forse tra i brani più commentati o citati dell’intero nuovo Testamento. Pensate che pure Goethe nel suo Faust iniziò con un chiarissimo riferimento a questo testo. Ovviamente non è mia intenzione fare una trattazione teologica del brano, ma mi piacerebbe cercare di enucleare due temi che possono orientare la nostra vita concreta. E il primo è proprio il fatto che attraverso il Verbo, che poi altri non è che il Signore Gesù, tutta la realtà è stata “creata”.

Di seguito il video e la trascrizione dell’audio (non rivista) generata automaticamente da Youtube e adattata tramite IA.

Link al video

Trascrizione

In principio Dio creò il cielo e la terra. Così inizia la Genesi, il primo libro della Bibbia.
“In principio era il Verbo”, inizia invece il prologo di Giovanni, che abbiamo ascoltato oggi. Ciò significa che, prima ancora che il cielo e la terra esistessero, il Verbo era.

Buongiorno a tutti, mi chiamo Don Marco Scandelli e oggi vi guiderò nella lettura dei primi 18 versetti del quarto Vangelo attraverso la rubrica “I due minuti di Vangelo”.
Il testo di riferimento è molto conosciuto e, forse, tra i brani più commentati o citati dell’intero Nuovo Testamento. Pensate che persino Goethe, nel suo Faust, iniziò con un chiarissimo riferimento a questo testo.

Ovviamente, non è mia intenzione fare una trattazione teologica del brano, ma mi piacerebbe cercare di isolare due temi che possono orientare la nostra vita concreta.

Il primo è proprio il fatto che, attraverso il Verbo, che altri non è che il Signore Gesù, tutta la realtà è stata creata. Parlare di creazione significa dire che, prima che le cose esistessero, non vi era nulla. O meglio, vi era il Verbo.
Anche nelle teorie scientifiche, se ci pensate, del resto si parla di Big Bang: cioè di un momento prima del quale la scienza è obbligata a fermarsi e a dire: “I nostri strumenti non sono e non saranno mai in grado di dire cosa ci fosse nell’attimo prima della creazione del mondo.”

Tant’è che qualcuno ha chiamato questo momento “la particella di Dio”. Se ci pensate bene, non è poi così brutta come idea: c’è stato un istante in cui tutto ciò che noi vediamo è stato pensato e ha cominciato ad esistere. Ma quell’istante è divino, e tutta la creazione ha, per così dire, il marchio di fabbrica di Dio.

Infatti, parafrasando un’idea di San Giustino Martire, potremmo dire che Gesù è il modello, lo stampino con cui ogni cosa creata è stata fatta.
E il compito dell’uomo, interessantissimo, è quello di ricercare la somiglianza che le cose e le persone hanno con Gesù. È bellissimo! Tutto ciò che vediamo ha a che fare con Gesù. Sta a noi cercare di capire le somiglianze e le differenze, come dei veri cercatori d’oro, alla ricerca dei segni del Divino nella storia. Anche perché, quando li ritroviamo, è più facile essere felici.

La seconda questione, invece, ha a che fare con il fatto che, in un certo momento del tempo e della storia, il Verbo stesso si è fatto carne e, da quel momento, non ha mai smesso di abitare con noi.
Ciò significa che c’è una realtà che, ancora oggi, in modo pieno, manifesta la presenza del Risorto: ed è la Chiesa.

Per quanto, infatti, nella Chiesa ci siano santi e peccatori, essa, la Chiesa, è il segno più avvolgente di Dio, in cui segno e mistero coincidono. Ciò implica che, se un uomo desidera conoscere Gesù, incontrarlo, innamorarsene, deve amare la Chiesa, servirla e ascoltarla.

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Ma attenzione: dire Chiesa non vuol dire preti. Ci sono tanti preti che sono idoli di sé stessi. Quando un prete è sinceramente determinato dall’amore per Gesù, allora sì, la Chiesa si compie e non si creano particolarismi o settarismi. Si incontra così, per davvero, il Signore Gesù.

Abbiamo dunque due compiti da svolgere: quello di cercare i segni del mistero di Dio nelle cose create e quello di attaccarci alla Chiesa, crescendo nell’amore.
Solo così saremo veramente sapienti e un senso di felicità e gioia invaderà la nostra coscienza.

E tu, cosa ne pensi di questo brano? Hai altre osservazioni da proporre? Scrivile nei commenti e metti un Like a questo video. Non scordarti di iscriverti al mio canale YouTube.

E, mentre ti do appuntamento alla prossima volta, ti benedico.
A presto!

AUTORE: don Marco Scandelli | SITO WEB | CANALE YOUTUBE