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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 3 Gennaio 2025

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Quando Giovanni il Battista vide Gesù venire verso di lui, lo indicò con parole che ancora oggi ci toccano profondamente: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!”. In questo gesto di riconoscimento troviamo una chiave preziosa per la nostra vita spirituale.

Spesso ci ritroviamo a nascondere le nostre ferite, come se potessimo gestirle da soli. Proprio come un malato che per orgoglio non mostra la sua piaga al medico, rischiamo di lasciare che il nostro dolore si aggravi nel silenzio della nostra vergogna.

Quando ci presentiamo a Gesù con le nostre fragilità, non incontriamo un giudice severo, ma un medico amorevole. Il vero miracolo accade proprio qui: nell’incontro tra la nostra debolezza riconosciuta e la sua infinita misericordia.

Oggi Gesù ci invita ancora a non nasconderci, a venire alla sua presenza con fiducia, desiderando sinceramente di essere guariti. Non è la nostra forza che ci salva, ma il suo amore che ci trasforma. Solo quando riconosciamo che lui è l’Agnello che porta i nostri peccati e gli presentiamo con umiltà le nostre ferite, possiamo sperimentare il miracolo della guarigione.

Come Giovanni, anche noi siamo chiamati a diventare testimoni per gli altri di questa fonte di vera liberazione. Perché solo nell’incontro autentico con Cristo le nostre ferite possono trasformarsi in feritoie di luce.

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