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don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 5 Gennaio 2025

Celebriamo oggi la seconda domenica dopo Natale. La liturgia ci ripresenta il testo che abbiamo ascoltato nella messa del giorno del Natale, ossia il prologo dell’evangelista Giovanni. Non si tratta di una semplice ripetizione, ma della necessità di approfondire il mistero del Natale; di ritornarci sopra, perché non scivoli via. Una ripetizione salutare, dunque, affinché il Natale di Gesù non passi inosservato, ma ci obblighi a fermarci, a riflettere e così a comprendere un po’ di più che il Dio Altissimo si è fatto bassissimo; il Dio del cielo si è fatto terra per noi: da ricco che era, si è fatto povero per arricchirci.

Il commento continua dopo il video.

https://youtu.be/SyF1bGqIseE

Come fu per i pastori e magi, confidiamo che anche per noi l’accostarci alla grotta di Betlemme sia uno slancio per ripartire con maggiore convinzione ed entusiasmo. Perché se c’è una cosa di cui la Chiesa e il mondo stesso hanno bisogno è proprio di cristiani convinti e convincenti, entusiasti di quanto Dio ha fatto per noi.

Come abbiamo avuto modo di meditare nella notte di Natale, Dio si è fatto bambino; Egli, Verbo/Parola del Dio vivo, che era “In Principio” (cfr Gen 1; e inizio del prologo di Giovanni). Il tema del “Principio” – inteso come inizio e fondamento – lo ritroviamo sviluppato anche nella prima lettura tratta dal libro del Siracide, dove Dio viene tratteggiato come la “sapienza” attraverso la quale tutto è stato creato; sapienza che ha “piantato la sua tenda…e si è stabilita in Sion/Gerusalemme”.

Gesù è la Sapienza del Padre che ha piantato la sua tenda in mezzo a noi; si è fatto carne fragile per la nostra salvezza: “In Principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio…tutto è stato fatto per mezzo di Lui… E il Verbo si è fatto carne, e venne ad abitare in mezzo a noi”. Una verità che si fa eco nel canto del salmo: “Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi”. La Parola eterna si è fatta mortale, la Parola celeste si è fatta terrestre, la Parola potente si è fatta debole, povera.

Ecco perché siamo invitati ad unirci alla lode di benedizione di Paolo, il quale nella lettera agli Efesini dice: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati…figli adottivi”. Si è fatto uno di noi per aiutarci a diventare come Lui; se oggi abbiamo un fratello che è il Figlio di Dio, anche noi siamo fatti figli di Dio, e soprattutto lui, nostro fratello nella carne ma Figlio di Dio, venuto da Dio, ci “racconta” Dio, il Dio invisibile: chi oggi guarda a Gesù, alla sua umanità, vede e contempla il Dio vivente.

Ora è necessario farsi una domanda: chi vede e ascolta noi…vede in noi il Dio che si è fatto Bambino? Sappiamo, come dicevamo all’inizio, ripartire dal Natale di Gesù con entusiasmo e passione, come fecero i pastori e i magi. È il dono che desideriamo chiedere in questa celebrazione. È il dono che desideriamo implorare da Colui che si è fatto dono per noi.

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.