Siamo ormai a metà del cammino dell’avvento, ed è giunto il momento di coinvolgere nelle nostre meditazioni uno tra i più importanti personaggi del vangelo, la cui storia è intrecciata con quella di Gesù fino dalla nascita e che sarà il grande testimone dell’inizio della vita pubblica di Gesù.
Stiamo parlando di Giovanni il Battista: fino a lunedì (con l’eccezione della domenica, che segue un ciclo di letture indipendente) leggeremo vari momenti in cui Gesù, durante la sua vita, parla del Battista. Poi da martedì 17 inizierà il racconto della nascita di Giovanni e di Gesù, che come dicevamo sono unite a doppio filo.
Cominciamo, quindi: il primo messaggio che Gesù ci consegna riguardo a Giovanni è un invito ad ascoltarlo. Egli, ci dice il Signore, ricapitola in sé tutto il contenuto della Legge e dei Profeti, ossia le due grandi fonti che costituiscono la scrittura ebraica.
Lo stesso Giovanni si definisce una “voce” (Gv 1, 23) che raccomanda di “rendere dritta la via del Signore”; sempre nel primo capitolo dell’evangelista Giovanni, il Battista più volte dà testimonianza a Gesù, indicandolo diverse volte ai farisei, al popolo ed ai suoi discepoli.
Ciò che rende grande Giovanni Battista è quindi la sua lucidità nel riconoscere Gesù e la sua fermezza nell’indicarlo al mondo senza guardare in faccia a nessuno, neanche al potere con il quale prima o poi si scontrerà e dal quale sarà messo a morte.
Per riflettere
Annunciare Gesù non è prerogativa del Battista. Lo possiamo fare anche noi, riconoscendolo come Signore della nostra vita e mostrandolo agli altri. In questo modo diamo compimento alla scrittura che dice che “il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
