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Laura Paladino – Commento al Vangelo del 8 Dicembre 2024

Scelti da Dio per essere santi e immacolati

La solennità dell’Immacolata Concezione si inserisce nel cuore dell’Avvento per contemplare l’opera che il Signore ha compiuto nella nostra vicenda umana. Maria è stata salvata pienamente da subito; in lei Dio ha mostrato la potenza del suo amore che salva in profondità e redime l’uomo dal peccato.

Leggiamo nel Vangelo secondo Luca il racconto della vocazione di Maria: «L’angelo, entrando da lei, disse: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”» (Luca 1,28). Questo titolo, “piena di grazia”, è così importante che è all’origine della festa stessa. Maria è stata infatti concepita senza il peccato originale e per questo viene chiamata con un nome nuovo. 

Ella incarna, nella fede della Chiesa, la necessaria libertà e collaborazione della creatura all’opera di salvezza del Creatore. Umile donna di Galilea, senza titoli sociali di onore, senza ricchezza o potere, è diventata lo strumento della salvezza del genere umano; e lo ha fatto semplicemente offrendo sé stessa a Dio, attraverso l’ascolto della sua parola.

Il tema del peccato originale è proposto dalla prima lettura, dove viene narrato il peccato di disubbiroso dienza e di superbia dell’umanità. Ma il male non è l’ultima parola: «Il Signore Dio disse al serpente: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa”» (Genesi 3,15). È l’annuncio del Messia: un uomo schiaccerà la testa del serpente, vincerà il potere del male. 

È l’annuncio della potenza di Cristo che salva e calpesta la testa del serpente. Maria è salvata in forza della redenzione operata da Gesù Cristo. E la sua ambizione è quella di non essere onorata come fosse una dea, ma di servire il Figlio, come ha fatto per tutta la vita, aiutandoci a capire meglio il suo Vangelo che ci parla di tenerezza e di donazione nel segno del più limpido e più generoso amore.  […]

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